Villa Reale di Monza: La Favorita dei Savoia

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Era la sera del 29 luglio 1900, l’aria torrida dell’estate era resa ancor più pesante dalle forti tensioni che tra il popolo serpeggiavano. Le condizioni penose di lavoro e l’aumento del prezzo del pane, aveva fomentato una frustrazione e disperazione che sfociò in una rivolta repressa nel sangue.
E’ in queste condizioni che il disappunto e la collera dell’anarchico Gaetano Bresci crebbe e covò, fino a sfociare nell’omicidio del Re Umberto I di Savoia.
Il tutto avvenne a Monza, nel luogo dell’attentato oggi sorge un monumento dedicato al Re e poco lontano si leva la maestosa Villa Reale di Monza. Questa la meta della mia visita, alla scoperta dei segreti dei Savoia.
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L’Origine della Villa

Nell’ultimo Blog Post inerente alla sezione Travel avevo condiviso un itinerario della Valle d’Aosta sulle tracce dei Savoia. Principalmente si era parlato del Re Umberto I e della moglie, la famosa Regina Margherita. Quasi a voler chiudere un cerchio, il viaggio di oggi conduce alla Villa di Monza: regalo di nozze per la giovane coppia da parte del padre di Umberto, il Re Vittorio Emanuele II.
Tuttavia la storia della Villa Reale è ben più antica e parte nel 1771 con l’arrivo a Milano del suo nuovo governatore, l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, penultimo figlio dell’Imperatrice Maria Teresa. In questo luogo, con la moglie Beatrice d’Este, dà vita ad una corte patrizia ricca di bellezza e novità ad opera dell’architetto Piermarini.
Lo stesso si era già occupato, anteriormente, del restauro del Palazzo Reale ed anche della costruzione del Teatro alla Scala quando dedicandosi alla realizzazione della villa, la consegna in soli 2 anni e mezzo (dal 1777 al giugno 1780). Con 740 stanze, due giardini formali all’italiana ed alla francese nella parte anteriore ed un primo esempio di parco all’inglese in quella posteriore, primeggia per la sua maestosità.

  • Le Novità del Piermarini

Tutte le ville di delizia della Brianza hanno caratteristiche simili: una forma ad U ed un vialetto frontale di pertinenza del villaggio vicino. In questo caso il viale però non è direzionato verso Monza, ma bensì verso il rondò che conduce a Milano. Qui sorge Palazzo Reale, residenza invernale, che dunque idealmente si collega con la residenza estiva, Villa di Monza, e prosegue oltre i giardini in direzione di Vienna, capitale asburgica. Creando così una perfetta asse simbolica.
Un’altra caratteristica assai sconosciuta all’epoca era “la privacy”, tant’è che era normale passare da una stanza all’altra anche al fine di raggiungere la propria. Per risolvere questo problema nelle due ali laterali, dove risiedeva la corte, vennero costruirti monumentali corridoi centrali. Il loro scopo era distribuire gli spazi e i percorsi, permettendo così che sugli stessi si affacciassero i mini appartamenti degli ospiti.

Il periodo Napoleonico

Nel 1805 Napoleone indossa la corona ferrea e diventa Re d’Italia. Improvvisamente necessita di un luogo di rappresentanza per il suo viceré, il figlio naturale Eugène Rose de Beauharnais, e così la villa (prima usata come caserma) viene restaurata. In quella occasione ai 35 ettari di giardini vengono aggiunti ulteriori 700 ettari di parco, che nasce come tenuta agricola modello, oltre che di caccia. Per evitare che gli animali fuggano verrà costruito, smontando le mura medievali di Monza, un muro alto 3 metri e lungo 14 chilometri.
Per via della restaurazione asburgica Napoleone è costretto a lasciare la villa. E’ il 1815 quando torna nelle mani degli austriaci, che tuttavia la lasciano in uno stato di abbandono. Questo fintanto il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, l’acquisterà come regalo di nozze per il figlio.

Le curiosità della Villa

  • 1868-1900

La residenza di Monza diviene una delle preferite di Umberto I e sua moglie Margherita. Quest’ultima adora passarci il tempo, soprattutto per ridecorare le oltre 700 stanze secondo il suo gusto personale, per il marito è invece la buona occasione per far visita alla sua amante ufficiale, Eugenia Attendolo Bolognini Litta, che dimora a soli 2 chilometri oltre il parco.
Per non “sfregiare” la moglie a fronte delle sue visite all’amante, Umberto, era solito usare un passaggio segreto nascosto nel proprio armadio. Infatti lui e Margherita soggiornavano in due parti opposte della villa: lei nella parte centrale e lui nell’ala laterale di sud.
La coppia ebbe un solo figlio, Vittorio Emanuele III, che per via della sua bassa statura veniva snobbato e “nascosto” dai genitori, tant’è che viveva al secondo piano in un’altra ala del palazzo e poteva vedere i genitori solo il giovedì e domenica a pranzo se invitato.

Le Curiosità della Villa

  • 1869-1904

Il giovane principe cresce covando un forte astio nei confronti della villa, nonostante ciò ci abiterà con la neo sposa, Elena di Montenegro, per molti anni. E’ proprio mentre è in crociera con la stessa, che il padre Umberto I verrà assassinato.
Le leggi dell’epoca imponevano che un principe non poteva venir incoronato Re se prima non avesse visto in volto il padre morto. E’ così che parte una corsa contro il tempo che porterà Vittorio Emanuele III a casa i primi di agosto, motivo per cui il defunto Re venne immerso, nell’elegante vasca di marmo del proprio bagno, con ghiaccio e formalina per evitare una rapida decomposizione.
Questo evento traumatico porterà il neo Re prima a murare gli accessi agli appartamenti del padre defunto e successivamente, 4 anni dopo, ad abbandonare e chiudere Villa Reale. Un luogo per lui pieno di brutti ricordi e tormenti.

Info Point

I biglietti sono acquistabili direttamente dal sito della Villa Reale, QUI.
Numerose le convenzioni, per aver diritto al biglietto ridotto, per i possessori dei biglietti di: Monza Eni Circuit, Museo e Tesoro del Duomo di Monza, Musei Civici di Monza, Orangerie della Villa Reale di Monza. E tessere: Itinero ed Io Viaggio. Oltre che biglietto Trenord (riportante la medesima data della visita).
Tutte le visite guidate devono essere prenotate.

  • Sogni d’Oro

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  • Squisite Prelibatezze

La Birreria Pedavena è la più grande d’Italia ed oltre la sede centrale situata nell’omonima città veneta, nel resto della penisola è possibile trovare molti risto/pub ad essa collegata.
E’ il caso della Fabbrica di Pedavena di Lissone, a meno di 3 km dalla Villa Reale di Monza.
L’ambiente spazioso e commerciale, si mischia ad elementi in stile vintage che fanno immergere il consumatore in un’atmosfera accogliente ed informale. Prezzo medio (piatto principale, birra, dolce e coperto) 25 € a persona.




23 thoughts on “Villa Reale di Monza: La Favorita dei Savoia

  1. Quando sento nominare la villa di Monza, alla mente il primo pensiero corre ai ricordi dei fantastici fuochi d’artificio che vengono fatti a giugno i quel luogo, in occasione del patrono della città. Non ho mai visitato gli interni, grazie per le chicche storiche!

  2. Della serie ‘Anche i ricchi piangono’.
    Storia affascinante e cruda intorno a questa bellissima Villa Reale.
    Grazie per gli sconti sull’alloggio, ci faccio un pensierino, non sono mai stata a Monza!

  3. non ci sono mai stata ma dalle tue foto mi è venuta davvero voglia di visitarla Deve essere davvero bellissima Comunque grazie per tutte le utilissime notizie

  4. Mi sono letteralmente innamorata della Villa Reale di Monza. La storia che ne è alla base e le foto che ne mostrano la maestosità e bellezza hanno suscitato in me una gran voglia di visitarla.
    Spero di riuscirci perché merita.
    Maria Domenica

  5. Tutta la villa trasuda ricchezza e autorevolezza degna proprio dei reali e ottimo il tuo consiglio sulla birreria Pedavena una delle migliori birre italiane!

  6. Una Villa Reale veramente bella! Mi riprometto da un sacco di tempo di andarla a visitare ma ancora non sono mai andata! Spero presto di visitarla e riempire gli occhi di tanta bellezza. Per il momento leggo il tuo bell’articolo e mi immagino lì!

  7. Abitando a Milano ci sono stata diverse volte. E’ veramente molto bella, e molte situazioni come le amanti dei re erano di gran moda allora. Certamente da visitare, ottimo articolo.

  8. This is such a beautiful place, but not very nice stories. The poor son who didn’t get to grow up with the love of his parents. And the weird rules to become king. I’m glad to not have to be part of that kind of society. But I still love seeing the palaces!

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