Pizzighettone
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Travel: Pizzighettone

🇮🇹Approfittando di una Pasquetta, pur non eccezionale, abbiamo colto l’occasione per visitare il piccolo borgo di Pizzighettone collocato nella pianura cremonese sulle sponde del Fiume Adda. Un piccolo villaggio che racchiude in sé una parentesi di storia ricca ed ampia, completamente da scoprire.




🇬🇧Taking advantage of a Easter Monday, although not exceptional, we took the opportunity to visit the small village of Pizzighettone located in the Cremona plain on the banks of the Adda River. A small village that embodies a parenthesis of rich and extensive history, completely to be discovered.

🇮🇹Le origini di Pizzighettone

La sua origine si fa risalire all’epoca etrusca con il nome di Acerra, un piccolo villaggio che sorgeva sulla sponda destra del fiume a circa un chilometro dall’attuale paese. La stessa venne successivamente conquistata prima dai Galli e poi da Romani, ma con la fine dell’Impero Romano decade e se ne perdono le tracce.
La popolazione dunque si sposta su una penisola che si inoltra nel fiume e rende agevole guadare lo stesso: nasce Pizzighettone.
L’origine del nome si fa risalire, verosimilmente, a parole germaniche-celtiche quali: Pizz (penisola) e Ghe Ton (strada e/o luogo recintato). Questo è dovuto perchè il continuo passaggio di merci e uomini, per via del guado di fianco al quale sorge la città, fa sorgere la necessità di controllare tali flussi con la nascita di un castello sulle sue sponde nel 1133 ad opera dei cremonesi che costruiscono prima una cerchia muraria di palizzate di legno che successivamente viene trasformata in una più solida in laterizio.
All’inizio, come già detto, il fiume veniva guadato, ma successivamente vennero istituiti i traghetti che rimarranno in funzione anche quando gli austriaci costruiranno dei ponti.
Pizzighettone è uno dei pochi borghi fortificati sia sulla sponda destra del fiume che su quella sinistra in quanto normalmente borghi simili hanno le fortificazioni solo da una parte, anche per una questione di costi, ma la necessità di proteggere il borgo dagli attacchi da entrambe le parti costrinse i Visconti in tale investimento uno dal quale dovettero assolutamente rientrare. Per questo motivo venne istituto al Rivellino, corpo avanzato posto a protezione della porta d’ingresso della città, un posto di blocco dove bisognava pagare per il passaggio di merci e persone.
I Visconti capiscono immediatamente l’importanza di Pizzighettone e confermano la città borgo franco, già dichiarata tale dal Barbarossa, proclamandola terra separata dal cremonese in quanto risponde direttamente ai Duchi di Milano.




🇬🇧The origins of Pizzighettone

Its origin dates back to the Etruscan era with the name of Acerra, a small village that stood on the right bank of the river about a kilometer from the current town. The same was subsequently conquered first by the Gauls and then by the Romans, but with the end of the Roman Empire it decays and the traces are lost.
The population therefore moves to a peninsula that enters the river and makes it easy to look at the same: Pizzighettone is born.
The origin of the name can be traced back, probably, to Germanic-Celtic words such as: Pizz (peninsula) and Ghe Ton (road and/or fenced place). This is due to the fact that the continuous passage of goods and men, due to the ford next to which the city rises, raises the need to control these flows with the birth of a castle on its banks in 1133 by the Cremonese who built first a circle of walls of wooden palisades which is subsequently transformed into a more solid in dairy.
At the beginning, as already mentioned, the river was waded, but later the ferries were set up which will remain in operation even when the Austrians build bridges.
Pizzighettone is one of the few fortified villages both on the right bank of the river and on the left as normally similar villages have fortifications only on one side, also due to a question of costs, but the need to protect the village from attacks by both sides forced the Visconti into such an investment one from which they absolutely had to return. For this reason, the al Rivellino institute was set up to protect the front door of the city, a checkpoint where it was necessary to pay for the passage of goods and people.
The Visconti immediately understand the importance of Pizzighettone and confirm the town as a free village, already declared as such by Barbarossa, proclaiming it a land separated from the Cremona area by responding directly to the Dukes of Milan.

🇮🇹Pizzighettone e la storia

Nel 1524 Pizzighettone vede suo “ospite” il Re francese Francesco I fatto prigioniero a seguito della sconfitta patita dal suo esercito a Pavia e dunque costretto ad un soggiorno vigilato nella Torre del Guado. Ben lontano dall’essere una prigionia dettata da barbare sevizie, il monarca manteneva un certo tenore di vita avendo, ad esempio, libero accesso alla rocca ed il fatto che venisse trattato con tutti i riguardi che il suo ceto e posizione meritavano.
La detenzione del Re finì nel maggio del 1525 ed una volta tornato in Francia fece dono al piccolo villaggio di alcuni doni per ringraziarlo per l’ospitalità e i riguardi verso di lui tenuti.
Tra gli altri personaggi storici di cui Pizzighettone si è visto protagonista ci sono stati Napoleone Bonaparte, che conquistò la fortezza della città, ed il Re asburgico Giuseppe II d’Asburgo-Lorena che trasformò la cinta muraria in ergastolo. Questo fu dovuto al surplus di prigionieri che Milano si trovò ad affrontare dovuto alla decadenza di Venezia a cui li vendeva per imbarcarli sulle galee.
Pizzighettone conserva una delle cinte murarie più belle d’Europa con i suoi 2 chilometri di lunghezza, 12 di altezza ed 15 di larghezza. Ma non sono solo le sue dimensioni a renderle così uniche se non tutta la sua complessa struttura interna articolata in ambienti con volte a botte, casematte, postazioni di tiro e magazzini per un totale di 93 sale. 800 metri all’interno della cortina muraria che rappresentano un’esperienza unica nel suo genere. Una vera e propria immersione totale nella storia.




🇬🇧Pizzighettone and history

In 1524 Pizzighettone saw his “guest” the French King Francesco I taken prisoner following his army’s defeat in Pavia and therefore forced to stay under surveillance in the Torre del Guado. Far from being a prisoner dictated by barbarous tortures, the monarch maintained a certain standard of living having, for example, free access to the fortress and the fact that it was treated with all the regards that his class and position deserved.
The detention of the King ended in May 1525 and once back in France he donated some gifts to the small village to thank him for the hospitality and respect towards him.
Among the other historical figures of which Pizzighettone was the protagonist there were Napoleon Bonaparte, who conquered the fortress of the city, and the Habsburg King Joseph II of Habsburg-Lorraine who transformed the walls into life sentences. This was due to the surplus of prisoners that Milan found itself facing due to the decadence of Venice to which it sold them to embark them on the galleys.
Pizzighettone preserves one of the most beautiful city walls in Europe with its 2 kilometers long, 12 high and 15 wide. But it’s not just its size that makes it so unique if not all of its complex internal structure articulated in environments with barrel vaults, casemates, shooting positions and stores for a total of 93 rooms. 800 meters inside the curtain wall that represent a unique experience of its kind. A real total immersion in history.

🇮🇹Visite guidate

La visita guidata, della durata circa di 1 ora e mezza, avviene in sola lingua italiana da parte dei volontari delle mura al costo di 5 €.
Per informazioni su iniziative, orari e date potete visitare il QUESTO sito.




🇬🇧Guided tours

The guided tour, lasting about 1 hour and a half, takes place in Italian only by the volunteers of the walls at a cost of € 5.
For information on initiatives, schedules and dates, you can visit THIS site.

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