Travel & Photography

Titanic-The Artifact Exhibition e Villa della Regina

Solo qualche giorno fa vi ho deliziato di una piccola diretta sulla pagina Facebook del blog (qui per vederlo) direttamente dal belvedere della Villa della Regina a Torino ed ora eccomi qui per deliziarvi con il racconto di quella calda, ma splendida esperienza.

Ci tengo ad iniziare parlandovi di un qualcosa che forse alcuni di voi hanno già capito di me e cioè il fatto che sia una persona molto sensibile. Diciamo che da sempre ho la capacità empatica di riuscire a mettermi in contatto con le energie e le sensazioni che mi circondano e questo caso non ha fatto eccezione. Non sono una sensitiva, ma indubbiamente la mia passione per il paranormale e il mio passato wiccan mi ha aiutato a connettermi con una sfera di emozioni più alta e più complessa. Come dunque mi è accaduto durante la vista dell’ex manicomio di Voghera (di cui vi parlerò più avanti) anche in questo caso la mostra sul Titanic non mi ha lasciato indifferente… Ma iniziamo per gradi.

La mia splendida giornata a Torino è iniziata al Parco del Valentino e più precisamente alla Società Promotrice delle Belle Arti lì dove ho visitato la “Titanic-The Artifact Exhibition” che per la primissima volta sbarca in Italia. Conoscevo già questa esibizione e da appassionata quale sono del Titanic ho sempre sognato vederla, ma volare fino a Las Vegas per farlo era complicato ecco perchè non ho potuto non cogliere la palla al balzo quando ho saputo del suo arrivo nel nostro paese.

Ma che tipo di mostra è? Il percorso si snoda in modo intelligente e avvincente e porta dalla costruzione del Titanic fino al suo affondamento attraverso stanze in cui si conoscono meglio le storie dei suoi protagonisti tra documenti e oggetti recuperati direttamente dal relitto. Visitare la mostra è come viaggiare su questa nave perchè per tutto il tempo si ha la sensazione di incontrarne i passeggeri, l’equipaggio e passeggiare sui suoi lunghi ponti o magari farsi un bel bagno in stanza. Emozionalmente poi, per quello di cui all’inizio vi ho parlato, mi ha trasmesso una commozione che per tutto il tempo mi ha tenuto al limite delle lacrime. Ogni oggetto con il quale si interagisce sembra vivere di vita propria e trasmette le stesse emozioni che ha provato il suo proprietario originario. Ho sentito dunque meraviglia, gioia ed emozione per un viaggio così intenso su una nave così bella, ma al contempo un’infinita tristezza per come tutto è finito…
Il percorso di mostra vuole anche raccontare la storia di alcuni italiani presenti sul Titanic, la maggior parte dipendenti, e di cui solo otto se ne salvarono a fronte dei trentasette presenti sul trasatlantico.

Ciò che più di ogni altra cosa mi ha colpito è stato soprattutto vedere e toccare con mano come quasi tutti i passeggeri di terza classe fossero immigrati in viaggio alla ricerca di una vita migliore e che per farlo non solo avevano dovuto pagare un biglietto assai caro (800,00 € ad oggi), ma avevano abbandonato le proprie famiglie pieni di speranze e sogni. Il loro non era un viaggio di chi partiva senza una meta o un obbiettivo, molti avevano con sè i propri strumenti da lavoro pronti ad usarli per poter svolgere le loro attività artiginali anche nel nuovo mondo. Erano persone che non desideravano la compassione nè la carità, ma che al contrario erano eccitati all’idea di poter lavorare e poter così mantenere una vita dignitosa.

Certo che una volta le differenze di ceto erano davvero enormi, oggi anche volendo non esisterebbe una crociera del costo di 47.000,00 € eppure questa era la cifra pagata dai passeggeri di prima classe per il loro viaggio. Molte cose sono cambiate da allora, ma ciò che non cambierà mai è l’insegnamento che il Titanic ha dato e cioè che la vanità è sempre controproducente. Dopotutto di questo si è trattato, di un vezzo, di aver messo poche scialuppe perchè sennò “abbruttivano” l’estetica della nave… Ci sono così tante storie da scoprire ed emozioni da provare e vi consiglio a tutti di farlo se ne avete occasione visitando questa mostra che è stata prorogata fino al 21 luglio!

Per info e costi visitate il sito.

Conclusa la mattinata con questa grande emozione siamo andati a goderci un meritato pranzo (di cui vi ho parlato qui) prima di proseguire nel pomeriggio verso la “Villa della Regina”, la nostra seconda tappa!

La cosa più interessante da dire è che questo edificio è rimasto abbandonato fino al 1994 quanto iniziati i lavori di recupero è stato restituito ai cittadini e a Torino nel 2006 in tutto il suo vecchio splendore. Costruita per volere di Maurizio di Savoia e passata poi a sua moglie Ludovica di Savoia, in seguito fu destinata a dimore delle sovrane sabaude, motivo del nome con cui è rimasta conosciuta. Dal 1869 fu donata dai Savoia all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari italiani.
E’ attraverso questi due percorsi che si dipana il percorso di visita raccontando la funzione di ogni stanza sia nel suo periodo di residenza reale che in quello di scuola.
Anche qui le emozioni sono contrastanti soprattutto pensando a come nel suo periodo come istituto molte bambine e ragazzine abbiano avuto l’onore e il piacere di camminare e studiare in sale tanto finemente affrescate e ricche di storia.
Il recupero fatto oggi è esemplare e anche se alcuni pezzi sono irrecuperabile o il mobilio è stato quasi tutto depredato (nel lungo periodo di abbandono) o si trovi al Quirinale a Roma, merita davvero di essere visitata anche e sopratutto per il suo giardino.

E’ da qui che ho fatto il video che potete vedere sulla pagina Facebook del blog, lì dove si può notare come dal punto suo più alto sia visibile tutta Torino e proseguendo verso l’uscita si va incontro alla vigna che nacque come vigna di corte collinare del cardinal Maurizio e della principessa Ludovica. Oggi si produce un’ottima Freisa di Chieri e in questo luogo potrete acquistarne bottiglie a prezzo speciale oltre che l’edizione limited edition di Pastiglie Leone proprio per “Vigna della Regina” e acquistabili solo in loco (io non mi sono fatta sfuggire l’occasione!).

Avendo visitato la villa la prima domenica del mese l’entrata era gratuita, ma altrimenti costa 5,00 € a persona. Per informazioni vi rimando al sito.

La giornata si è conclusa nel calore più totale, ma anche con una valigia di storie che mi sono riportata a casa e che indubbiamente -come in ogni buon viaggio- mi ha fatto tornare un po’ diversa da come ero partita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *