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Shethority: “That’s what she said” by Tala Ashe

🇬🇧”That’s what she said” by Tala Ashe, to read the full interview in English click here.




Tala Ashe: “Therese Barbato ed io ci siamo conosciute alla University of Boston dove, come dice la leggenda, indossavo una tuta di velluto e lei decisamente NO. Un anno dopo io avevo appeso la tuta di velluto al chiodo e lei stava curando il suo cuore infranto e così iniziò una delle amicizie più gratificanti della mia vita. Non esagero quando dico che Therese mi ha insegnato ad amare e a connettermi profondamente con me stessa ed alle relazione che avevo. Therese è sempre stata una sorta di “strega” con la capacità di farti aprire con lei e farti venir voglia di confidarti su vari argomenti, ma sopratutto sull’Amore. E così, due anni fa ha iniziato il suo podcast “That’s what she said” (“Questo è quello che ha detto”), che le ha dato il tempo e lo spazio per esplorare l’amore in tutte le sue forme attraverso conversazioni con donne. Dopo la prima stagione di questa sua avventura sono entrata nella sua piccola crew come produttrice per offrire tutto l’aiuto che potevo. Ho avuto il piacere di ascoltare oltre sessanta donne di varie età, orientamento sessuale ed etnia, ma tutte con storie affascinanti che hanno condiviso così generosamente con noi. Mi ha fatto sentire meno sola, tanto che una delle nostre speranze è che farà lo stesso per i nostri ascoltatori. È stato un piacere intervistare Therese per SHETHORITY, poiché è una donna che comprende le cose che ammiro di più: forza, intelligenza e vulnerabilità.”

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🎙️Perchè hai iniziato “That’s waht she said”?

Penso di aver iniziato “That’s waht she said”, in modo inconsapevole, quando ero adolescente, solo che allora le  conversazioni avvenivano senza un microfono. Ho sempre avuto un’insaziabile curiosità riguardo alle vite amorose delle persone da che ricordo: che tipo di relazioni hanno avuto, che cosa cercano nell’amore, ascoltare le loro esperienze positive e negative e in che modo affrontano il proprio romanticismo, etc… Le persone hanno sempre notato la mia acuta curiosità sull’amore e ad un certo punto ho iniziato a realizzare che non ero solo curiosa delle vite amorose delle persone, ma anche che volevano confidarmi cose profonde ed intime.
La spinta di cui avevo bisogno per far nascere il podcast era una rottura amorosa molto dolorosa, tant’è che è stata la mia matrigna ad incoraggiarmi ad iniziarlo affascinata dal mio modo articolato di affrontare ciò che mi era accaduto e così ho fatto anche se all’inizio è stato terrificante.




🎙️Cosa ha più valore per te il tuo podcast?

Il fatto che ogni persona condivide esperienze intime e specifiche che suscita un feedback nelle ascoltatrici, donne che improvvisamente si sentono meno sole. Molte storie possono essere difficili da rivelare sia per l’ospite che per me, ma ciò di cui mi prendo cura non è solo il loro interesse, ma anche cosa può significare per chi ascolta. All’inizio non avevo idea di cosa avrei costruito e quindi direi che la cosa più di valore di questo progetto è stata la più sorprendente.




🎙️Che cosa hai imparato dall’intervistare, finora, più di 60 donne?

Oh mio Dio.
Ho imparato che l’amore non ha una taglia unica e che per la maggior parte del tempo è dolore che proviamo ad affrontare.
Ho imparato che l’amore è una costellazione di eventi, persone ed esperienze nelle nostre vite. Il credere che l’Amore conta solo nella sua forma romantica è sbagliato, perchè esso ci condiziona in moltissimi aspetti della nostra vita e nell’interazione con le persone.
Ho imparato che le persone possiedono un’incredibile capacità di recupero. Quando ascolti il dolore che certe persone hanno dovuto affrontare, rimani affascinato di come hanno trovato in un modo o nell’altro la loro via d’uscita e hanno mantenuto la speranza, o hanno mantenuto un orientamento positivo verso il mondo in generale e l’Amore in particolare, ti rendi conto di quanto potere esista dentro di noi e di come le esperienze delle nostre vite dettano le nostre aspettative su ciò che è possibile.
Ho imparato che molto di ciò che stiamo cercando in Amore è modellato dalle nostre esperienze primitive e familiari.
Ho imparato che in realtà non esistono regole in amore.
Ho imparato che è importante sapere cosa si vuole in amore, ma che non è abbastanza per sapere che cosa non si vuole.
Ho imparato che tutti ricordano sempre la loro prima cotta.
Ho imparato che la maggior parte delle donne sono pazze per Idris Elba.




🎙️C’è un tema comune che sembra emergere nelle tue interviste?

La cosa più comune che emerge è l’idea che le persone sentono quando qualcosa non funziona. Questo emerge più di ogni altra cosa. È sbalorditivo, ma completamente comprensibile. Penso che le persone si aggrappino davvero all’amore romantico perché la paura di essere soli è così spaventoso che non se ne possa fare a meno. In realtà, la paura di essere soli deriva dalla paura della morte (lo show dovrebbe essere chiamato “amore e morte” ma temo che spaventerebbe la gente!) E che dunque per questo ci aggrappiamo l’un l’altro per non dover affrontare la vita da soli, anche quando la persona su cui ci si aggrappa non soddisfa nei modi che desideriamo.




🎙️Quali donne nel mondo dei podcast e non ti ispirano maggiormente?

Esther Perel è la mia più grande ispirazione. La sua capacità di raccontare con verità ciò che le persone si fanno realmente nelle relazioni amorose è qualcosa di crudelmente reale. In ogni episodio del suo podcast (“Where Should we Begin? with Esther Perel”) c’è un momento in cui si sente letteralmente il suono di qualcuno che cambia perchè lei è in grado di raggiungere le persone a un livello profondo e non solo far capire loro il proprio comportamento nelle relazioni, ma è in grado di fare perno. È straordinario ed ammette quando anche lei sente di aver sbagliato, che è una delle mie qualità preferite in chiunque.

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🎙️Se potessi dare un consiglio al tuo io più giovane, quale sarebbe?

Sei più forte di quanto pensi di essere. Goditi i momenti belli e sii coraggiosa quando sarà il momento di apportare modifiche nella tua vita.




🎙️Chi è l’ospite con cui ha desiderato essere amica?

E’ così scortese chiedermelo perchè rischierei di offendere qualcuno, ma dirò che intervistare Sakina Jaffrey nel suo letto è stata una vera sorpresa e avrei potuto rimanere lì per un tempo molto più lungo.




🎙️Qual è la cosa più difficile del podcast?

La cosa più difficile è sicuramente mantenere un equilibrio tra credere che il valore del podcast sia nel suo candore mentre vuole anche rispettare la privacy degli ospiti. Un sacco di ospiti si sentono a disagio nel mettere in piazza queste informazioni personali e dunque quando l’intervisto voglio rispettarli e prendermi cura di loro, credo anche con passione che c’è un enorme valore nel mettere le nostre storie a disposizione degli altri e condividere qualcosa di noi stessi. È un delicato equilibrio e io ne sono la custode, quindi può essere complicato.




🎙️Perchè il podcast è solo per le donne?

Devo dire che quando ho iniziato il podcast il fatto di avere solo il punto di vista femminile era un ostacolo. Ho pensato prima al titolo e l’ho creato come uno spazio femminile per questo. All’inizio pensavamo che avremmo fatto una stagione di uomini. Ma onestamente per come abbiamo concepito il podcast è importante che ci siano spazi che onorino e elevino le voci delle donne in un modo particolare e specifico. Penso soprattutto all’amore. È divertente che sia difficile per le donne venire a parlare nel podcast a causa della natura intima dello stesso, ma gli uomini mi chiedono sempre se possono venire comunque. È un promemoria per gli uomini per insegnare loro che le voci delle donne possono e devono essere ascoltate.




🎙️L’ospite con cui sogni conversare?

Esther Perel, perché muoio dalla voglia di capire come ha imparato tutto ciò che sa sulle relazioni intime e come questo abbia influenzato la sua vita amorosa e Michelle Obama perché voglio conoscere TUTTO quello che succede in quel matrimonio.




🎙️Cosa ne pensi che renda lo spettacolo speciale? Cioè come e perché ha così un buon riscontro con gli ascoltatori?

Perchè quasi in ogni episodio l’ospite dice qualcosa sulla falsariga di “oh, non avevo capito che ne avrei parlato!” Non è un’intervista a memoria, è un’esperienza estremamente organica in cui cerco di seguire la narrativa dell’ospite su ciò che è più vicino al loro cuore. Penso che tutti desideriamo profondamente condividere noi stessi, quindi fornire uno spazio (il letto!) perché ciò accada, è una cosa rara e quando viene fatto bene invoglia le persone a seguirti ed ascoltarti.
Resonated è un termine divertente: una fan mi ha scritto che ha voglia di ascoltare il podcast perchè per lei è simile all’ecolocalizzazione – quella cosa che fanno pipistrelli e delfini, per trovare la loro strada – perché ha detto che ascoltare le storie di altre donne l’ha aiutata a trovare la sua.




Puoi ascoltare il podcast “That’s what she said” su ITunes o visitare il sito web http://www.thatswhatshesaidpod.com per ulteriori informazioni.

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