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Settimana Nazionale dell’Astronomia

“Diario del capitano, data stellare 15 Aprile 2017.
Io e il mio equipaggio ci addentriamo nella terza giornata della Settimana dell’Astronomia, ma pare ancora oscura ai più la natura di questa ricorrenza”

Con questa riadattatissima, quanto famosa, citazione, voglio dissipare i vostri dubbi rispondendo a questa domanda: ‘Cos’è esattamente la Settimana dell’Astronomia?’

Si tratta di una ricorrenza annuale istituita per avvicinare i giovani all’astronomia e all’astrofisica, nonché alle opportunità lavorative correlate a questi studi, permettendogli di scoprire o approfondire la materia grazie a diversi eventi, concorsi, incontri etc… creati appositamente a questo scopo.

Questo appuntamento, giunto alla diciottesima edizione, è stato istituito da: La Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e dalla Valutazione Nazionale del Sistema di Istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, cioè il (MIUR), nel 1999.

L’organizzazione degli eventi dedicati a questa ricorrenza, è affidata alla Società Astronomica Italiana (SAIt) e all’ Istituto Nazionale di Astrofisica.

Il tema proposto alle scuole e ai centri culturali per quest’anno è : ‘Ritorno alla Luna tra scienza, letteratura e arte’.
Il tema sarà affrontato con diverse proposte tematiche e di approfondimento e che potranno essere svolti dalle sole Istituzioni scolastiche o in collaborazione con le Associazioni professionali, gli Osservatori Astronomici, i Musei Scientifici e i Planetari.

La Luna come ben sappiamo è l’unico satellite naturale della Terra e la sua parte nascosta non può essere osservata dal nostro pianeta ed è rimasta sconosciuta per lungo tempo fino al periodo dell’esplorazioni spaziali.

Un anno sulla Luna dura appena 27 giorni e le sue fasi lunari sono ben otto e distinte in due fasi: una Crescente, quando la parte visibile illuminata aumenta, e una Calante, quando diminuisce.
Le altre due situazioni estreme sono quando la Luna si trova tra Terra e il Sole e la parte illuminata non è visibile (novilunio) e quando la parte illuminata è totalmente visibile (plenilunio).

Ma se tutto questo appartiene, seppur in minima parte, alla scienza, la Luna da sempre è stata fonte di ispirazione anche nel campo della letteratura.

Per la Beatrice di Dante la diversità tra le parti scure e luminose dell’astro sono dovute al diverso grado di penetrazione nei cieli della virtù angelica, mentre per Leopardi si trasforma in una presenza amica e consolatrice nei lunghi periodi di solitudine.

Poi c’è la più classica interpretazione del mito greco con la Dea Selene impersonificazione della Luna Piena, Artemide di quella Crescente ed Ecate di quella Calante.

Ma sono i versi di Ungaretti che ne danno la descrizione più reale per sottolineare l’importanza del primo sbarco sulla Luna “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”.

La Luna però acquisisce un’importanza fondamentale anche nell’arte pittorica ove appare declinata in varie forme e significati in un numero massiccio di dipinti da Magritte e il suo “Misteri dell’Orizzonte” ove un uomo con una bombetta è rappresentato in tre posizioni diverse e con una mezzaluna sul proprio capo come simbolo di personalità indefinite o identiche. Oppure al più classico “Chiaro di Luna” di Edvard Munch ove l’astro dal puro significato erotico della rappresentazione si trasforma in un simbolo fallico. L’idea della madre terra, della natura generatrice su cui si allunga un’ombra inquietante: il ramo che si estende parallelo all’acqua ha infatti l’aspetto di una nuvola nera, che getta un senso di mistero e ansia sulla rappresentazione.

La Luna dunque misteriosa e lontana influenza continuamente la nostra vita e non solo le maree. Lei è fonte di ispirazione e di desiderio, ma anche di continuo studio.

Quasi 5 miliardi orsono si formava il Sistema Solare, ancora oggi di quell’evento rimangono mille miliardi di comete ghiacciate che formano la Nube Oort. E’ strano pensare che nessuno l’abbia vista prima, né era possibile in quanto ognuno di questi piccolissimi mondi è lontano dal suo vicino più prossimo quanto la Terra da Saturno. E’ questa nube immensa di comete che avvolge il nostro Sistema Solare…

E’ inevitabile quando si pensa alla vita extraterrestre di immaginarla non troppo diversa dalla nostra, ma forse per il semplice fatto che questa è l’unico tipo di vita che conosciamo. Forse allora dobbiamo spingerci oltre al nostro pianeta, al nostro sistema… oltre alla piccolissima porzione di luce emanata dallo spazio che il nostro occhio percepisce. Farlo vuol dire dare visibilità a dei pianeti ‘invisibili’ che attraverso sensori ad infrarossi ci apparirebbero di fronte… i così detti Pianeti Solitari, pianeti senza Sole.

Lì dispersi nella Via Lattea, la stessa che se a sua volta fosse osservata ad infrarossi apparirebbe costellate di puntini ed ognuno di essi, anche quelli non luminosi, è una stella. Noi che viviamo nella parte esterna della Via Lattea… a circa 30.000 anni luce dal centro.

Ma tornando indietro, a quel minuscolo puntino azzurro da cui siamo partiti, ci renderemmo conto -di fronte all’infinità dello spazio- quanto quella che chiamiamo casa appaia diversa ai nostri occhi. Su questo pianeta esistono tutte le persone che amiamo, che conosciamo, di cui abbiamo sentito parlare. Qui si sono formate le nostre gioie e i dolori e migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche. Qui ha vissuto ogni eroe e codardo, creatore e distruttore di civiltà. Ogni madre, padre e figlio… esploratore ed inventore… ogni santo e peccatore… Qui su questo minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole si concentra la storia della nostra specie.

La Terra… un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

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