Food & Drink

Sarca Dop: Mondo Birra con Lorenzo Dabove (Kuaska)

“La birra non esiste”. Ma come è possibile? Mi direte voi. Ti sei bevuta il cervello? Forse con tutta le le tipologie di birre che ieri mi sono scolata è possibile, ma andiamo per gradi. Perchè la birra non esiste?

Ieri si è tenuta la terza giornata di workshop enogastronomico all’interno della manifestazione Sarca Dop in compagnia dell’eccentrico e geniale Lorenzo Dabove, meglio conosciuto come Kuaska: il guru delle birre. Ed è proprio citando il suo ultimo libro, “La Birra non Esiste”, che inaugura l’incontro facendoci notare come esistono molti tipi di birre ed ecco perchè sarebbe sempre meglio parlare di questa regina al plurale.

EXTRAOMNES Luigi “Schigi” D’Amelio

Le birre sono di molte varietà, fatte da persone diverse ed in modo diverso. Come qualsiasi altro prodotto artigianale, dai salumi ai formaggi, anche queste sono piacevolmente vittime delle culture, degli ingredienti e delle tradizioni delle terre che gli danno i natali.

Da neo amante della birra che muove i suoi primi timidi passi in questa direzione mi sono resa conto come il più delle volte questa bevanda abbia una connotazione negativa. Se ne parlo con le donne automaticamente viene associata al fatto che io debba essere rozza, camionista e poco fine, se invece ne parlo con gli uomini nasce il binomio che sicuramente sono un appassionata di calcio o del rutto libero. Questi cliché, stanno impedendo a questa bevanda nobile di essere vista al pari del vino per qualità, abbinamenti e scelta, ma per fortuna è una cosa che sta cambiando.



Ma quali sono i tre fattori per cui la birra sta avendo questo successo?
1. La qualità: la stessa negli ultimi anni è cresciuta notevolmente
2. L’eclettismo: perchè le birre hanno la sfacciata fortuna di poter essere abbinate con una quantità di ingredienti maggiori rispetto al vino
3. Il packing: le bottiglie grandi da 75cl sfruttano il design italiano ed infatti per questo possiamo vantarci che sono ritenute tra le più belle del mondo. E’ grazie però ad Extraomnes che anche nel nostro paese si sdogana la pezzatura 33cl, che forse è meno affascinante, ma decisamente più pratica

C’è da fare però una distinzione, perchè è vero che parliamo di birre, ma rivolgendoci a quelle artigianali. Il falso mito che questa bevanda gonfia è da imputare alle birre commerciali come anche il fatto che abbia molte calorie, mentre invece le birre ne hanno meno di un succo di arancia e dieci volte in meno di un yogurt magro.

ALMOND ’22 Jurij Ferri

Come per i prodotti cosmetici o alimentari, di cui lungamente parlo sul blog, è risaputo che tutto ciò che è commerciale subisce procedimenti per cui la qualità si perde per strada. La rivoluzione della birra artigianale sta contagiando, per fortuna, tutto il mondo e per quanto sembra incredibile dirlo in Italia è già iniziata ben 15 anni fa.

La strada però è ancora lunga per poter far comprendere ed apprezzare appieno il vasto mondo delle birre che niente ha da invidiare a quello del vino. Tuttavia, solo per fare un esempio, in Italia si bevono 28 litri pro capite di questo nettare (60 litri pro capite solo in Sardegna) contro i 300 litri pro capite che si bevono in Franconia (una regione della Germania centrale del Land della Baviera).



La birra è costituita al 92% di acqua e ha il 95% di anidrite carbonica. Il cereale principale di cui è composta è l’orzo e seppur ce ne possono essere altri, lo stesso è sempre quello principe. Solo una birra, della Garfagnana, è al 100% farro.

BEVOG Vasja Golar

In soldoni il processo che trasforma l’orzo in birra è quello per cui il chicco d’orzo viene fatto germogliare diventando così malto d’orzo che, pieno d’amido, viene schiacciato a formare una farina grossolana. Questa viene fatta bollire così da trasformare l’amido in zucchero ed ottenendo così il mosto. Questo viene poi filtrato, per togliere le parti solide che vengono date agli agricoltori come mangime animale. Il mosto pulito torna nel bollitore ed è pronto a

ricevere il luppolo. E’ poi con l’aggiunta del lievito che si trasforma in alcool.
Le birre possono essere senza lievito e luppolo, ma ricordate bene, mai senza cereale.



Ci sarebbero tantissime altre cose da dire sulle birre e sono lieta di dire che già una goccia delle stesse, per rimanere in argomento, le ho potute apprendere ieri con degustazioni che mi hanno aperto un mondo totalmente nuovo e una prospettiva molto più consapevole ed interessata verso una bevanda che già apprezzavo. E ricordate sempre: le peggiori birre artigianali, saranno sempre migliori delle birre industriali!

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *