Food & Drink

Sarca Dop: il vino con Daniele Santangelo

Il vino, da sempre considerata una bevanda nobile per eccellenza, è il tema dell’ultimo incontro di Sarca Dop. Un modo per chiudere in bellezza e con brio in compagnia di Daniele Santangelo, enologo per passione e professione.

La vinificazione nasce da un processo chimico chiamato fermentazione alcolica, lì dove la buccia dell’uva trattiene alcuni lieviti che trasformano successivamente lo zucchero contenuto negli acini in alcol.

Questo processo sta alla base di una bevanda nobile apprezzata fin in tempi antichi, ma che nasconde molti altri segreti. Ovviamente un solo incontro sul vino non può trasformare in esperti nessuno, ma indubbiamente può aprire una veduta diversa ed interessante sul vino tanto da spingerci a conoscerlo meglio e di conseguenza gustarlo meglio.



La vinificazione in rosso, detta anche con macerazione, è caratterizzata dal contatto delle bucce con il mosto in fermentazione. Attraverso determinati processi specifici i pigmenti colorati e le sostanze tanniche presenti nella buccia dell’acino passano poi nel mosto.

Nella vinificazione in bianco invece non è prevista la presenza delle bucce, anche se ad oggi c’è qualche vino bianco vinificato come il rosso c’è. Oltretutto la vinificazione in bianco è abbastanza delicata come procedura perchè non vi deve essere contatto con l’aria per evitare fenomeni di ossidazione che possono alterare e peggiorare le qualità organolettiche del vino.

Per quanto riguarda lo spumante i metodi di lavorazione dello stesso possono essere di due tipi:
classico, che prevedere la rifermentazione in bottiglia, di solito per 12/24 mesi, attraverso l’introduzione mirata di zuccheri e lieviti
charmat, che prevede la rifermentazione in un grande recipiente chiamato autoclave, di solito per 15/20 giorni, insieme a lieviti selezionati con aggiunta di zuccheri e sali minerali.

Quando dobbiamo servire un vino è importante farlo alla temperatura giusta, questo permette di apprezzarne meglio le sue qualità organolettiche. NON servite mai il vino troppo freddo, ma neppure troppo caldo (oltre i 22°).

BIANCHI
– giovani tra 10° e 12°
– maturi tra 12° e 14°

ROSATI
– giovani e leggeri tra 10° e 12°
– maturi e corposi tra 12° e 14°

ROSSI
– novelli tra 10° e 14°
– giovani e leggeri tra 14° e 16°
– maturi e corposi tra 16° e 18°
– molto maturi e affinati tra 168° e 20°

SPUMANTI
– dolci e aromatici 8° gradi
– rossi dolci e aromatici tra 10° e 12°
– metodo charmat tra 8° e 12°
– metodo classico tra 8° e 12°

Passiti e Vini Dolci tra 10° e 18°
Fortificati o Liquorosi tra 10° e 18°



Un altro elemento assai importante da conoscere quando parliamo di vino è il bicchiere. Come scegliere il più adatto? In definitiva anche in questo caso è una questione di conoscenza e schematizzazione che vi riassumo qui in modo semplice ed efficace:
flute, per champagne, metodo classico e charmat
sauvignon, per bianco novello o leggero e rosato leggero
chardonnay, per bianco di corpo, robusto e austero
copita, per passito, liquoroso ed aromatizzato
bordeaux, per rosso di corpo
gran cru, per rosso robusto ed austero
coppa, per champagne, metodo classico e charmat, frizzante, bianchi, rosati e rossi
dolcetto, per rosso novello e leggero, rosato di corpo, robusto ed austero

In conclusione per avere in mano tutti gli strumenti necessari per avvicinarci nel modo più giusto al vino ed iniziare poi così un percorso molto più approfondito, non possiamo non parlare di etichetta. Quando abbiamo a che fare con prodotti italiani queste sono le indicazioni a cui dobbiamo stare attenti:
DOCG, Denominazione di origine controllata e garatita. Questa sigla viene data a vini già riconosciuto DOC da almeno cinque anni e che hanno acquisito valore di pregio commerciale o organolettico
DOC, Denominazione di origine controllata. Questa sigla viene data a vini che nelle loro zone geografiche di produzione corrispondono ai requisiti dati dai disciplinari di riferimento
IGT, Indicazione geografica tipica. Questa sigla equivale quasi ad un DOC, ma permette una maggior produzione di ettaro di terreno e normalmente comprende territori più ampi o intere regioni
VDT, Vino da tavola. Questa sigla indica un vino generico cui non è necessario riportare in etichetta annata, vitigno o provenienza

Con queste poche, ma spero interessante informazioni, abbiamo concluso non solo la nostra piccola scoperta sul mondo del vino, ma anche gli appuntamenti dedicati a Sarca Dop! Un’eccellente ed interessantissima manifestazione che spero vivamente possa avere ulteriori edizioni e nelle quali spero di vedere un maggior afflusso di pubblico. Perchè conoscere meglio ciò che mangiamo o beviamo non è solo una questione di gusto, ma sopratutto di cultura!

 

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