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Sabbat: Sahmain

I Sabbat sono otto festività legate ai movimenti del sole. Le stesse durano normalmente tre giorni: la vigilia, il giorno della festa e la chiusura delle celebrazioni.

I Sabbat maggiori sono Samhain e Beltane, maschili, e Imbolc e Lughnasadh, femminili.

Gli altri quattro Sabbat, detti minori, sono: Yule, solstizio d’inverno, Ostara, equinozio di primavera, Litha, solstizio d’estate, e Mabon, equinozio d’autunno.



Samhain: il Capodanno Celtico

Tradizionalmente Samhain indicava la fine della fertilità dei campi, l’arrivo dell’inverno e la cessazione dell’attività agricola.

Il 31 Ottobre è la notte più lunga e buia dell’anno ed è durante la stessa che si aprono le porte tra Annwn, il Regno degli Spiriti, e Sidhe, il Regno delle Fate. E’ in questa circostanza che vivi e morti, secondo la tradizione, potevano passare dall’uno all’altro regno.

Tuttavia il suo significato metaforico sta nel concetto che il passaggio non è tra due mondi, né dentro o fuori, ma bensì in entrambi contemporaneamente: è il confine stesso.

E’ il momento in cui passato, presente e futuro si incontrano.

Samhain non è dunque Halloween e volerlo festeggiare non vuol dire unicamente travestirsi o truccarsi in modo spaventoso, ma carpirne il vero significarlo ed omaggiarlo.

Un’idea originale ed al tempo stesso suggestiva è quella di organizzare una buona cena a lume di candela, preferendo toni caldi come il giallo, il marrone, l’arancio, etc… ma ponendo al centro della tavola sia una candela nera che una bianca.

La cena dovrebbe svolgersi preferibilmente ad una tavola tonda, se vi è la possibilità, così ad indicare il cerchio di Sahmain, metafora del confine tra la metà oscura e luminosa dell’anno.

La cena andrebbe organizzata affinché sulla tavola siano presenti alimenti che possano rappresentare i quattro elementi come: mandarino, per l’aria; basilico, per il fuoco; cioccolata, per l’acqua; pane, per la terra.



Poco prima di iniziare la cena poi si dovrebbe accendere la candela bianca e scrivere su un foglio tutti gli errori e i difetti personali di cui ci si vuole disfare. A fine cena, invece, andrebbe accesa la candela nera, per poi scrivere su un foglio tutti i sogni e le ambizioni che si vorrebbero realizzare.

A questo punto ogni commensale dovrebbe tagliare a metà una mela e dentro la stessa dovrebbe mettere i due foglietti che ha scritto, prima di chiuderla nuovamente con l’ausilio di uno o più stuzzicadenti. Questo gesto sta ad indicare la ruota dell’anno che ha concluso il suo giro e che nuovamente volge i suoi raggi alla metà oscura dell’anno.



Un reame di ombre e buio, non da temere, ma da visualizzare come il luogo dove far germogliare i semi di una nuova vita e nuove prospettive.

Conclusa la cena, poi, sarebbe bello poter trovare un luogo ove seppellire le mele con la consapevolezza che esse prima si deterioreranno, come gli errori commessi, e poi germineranno, come i sogni a cui si aspira.

La conclusione perfetta sta poi nella possibilità di potersi concedere un buona fetta di torta di mele o una tisana mela e cannella.  Questo sarebbe il modo più giusto per celebrare la notte di Sahmain.

 

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