Robot: The Human Project

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🇺🇸Robot: The Human Project🇺🇸

Robot, automi, cyborg, androidi, etc… tutti sinonimi della stessa cosa? Assolutamente no!
La mostra intitolata “Robot, the Human Project” si sofferma proprio sull’esplorazione di questo mondo che ai più potrebbe apparire poi non così vasto e tutto sommato appiattito in un concetto di idee moderne. Ma il futurismo ha sempre fatto parte dell’animo umano, come il suo evolversi ed immaginare come vivere in armonia con lo stesso.
Ti invito in questo viaggio fatto di fili, cablaggi e pezzi meccanici, ma soprattutto di tanta umanità. Dal deus ex machina ai moderni robot e i loro sorprendenti prototipi, testimoni di un’evoluzione che pare non conoscere frontiere.
La mostra è visitabile fino il 1 Agosto 2021, presso il Mudec – Museo delle Culture di Milano.

Automi, Robot & Bionica

  • Gli Automi

I primi erano già presenti nell’epoca ellenistica, per poi evolversi durante il Medioevo e vedere una vera e propria espansione tra il Rinascimento ed il Barocco.
Il loro scopo era quello di imitare la vita, per creare così illusioni che potessero meravigliare, ma anche inquietare.
Il loro utilizzo era prettamente ornamentale in quanto non aiutavano in alcun modo l’uomo nelle sue attività quotidiane.
Tra i primi a cimentarsi con tali creazioni c’è niente di meno che Leonardo da Vinci ed infatti in questo periodo, e quello successivo, che gli automi diventano l’anima di feste e spettacoli con lo scopo di stupire.
Nel XIX secolo prendono una forma più sobria e d’arredamento ed ecco che si hanno tra le più eleganti opere di oreficeria ed orologeria.

  • I Robot

La parola compare per la prima volta nel dramma “I Robot Universali di Rossum” e deriva da una parola ceca che significa lavoro, servile e corvee.
Ecco dunque che il robot ha lo scopo ultimo di liberare l’uomo dalla fatica fisica. Tuttavia se in passato questo solleva dubbi morali ed etici, portando artisti a creare romanzi come “Io Robot” di Isaac Asimov o film come “Metropolis” di Fritz Lang, nel presente acquisisce contorni più pratici.
Le finalità della robotica, quanto del loro uso ed interazione con i mondi animali e vegetali, oltre che nel campo militare, apre prospettive inimmaginabili ed utili ai fini della ricerca e della difesa.
Tuttavia i dilemmi etici rimangono ed oggi l’uomo si interroga circa la responsabilità delle azioni degli stessi.

  • La Bionica

Fin dal passato quando l’uomo è incappato in incapacità fisiche ha trovato il modo di rimediare. Che fosse un ramo robusto usato come stampella, ai fini di sorreggersi a fronte di una gamba ferita, o sostituire parte di organi con elementi artificiali.
Ecco dunque che la bionica nasce per integrare l’artificiale all’organico ai fini di migliorare la salute umana.
La biomedica, ad esempio, si occupa della costruzione di protesi per sostituire arti amputati, mentre l’elettroceutica cura i disordini metabolici attraverso stimolazioni elettriche del sistema nervoso autonomo.
Ciò che aiuta però può diventare eticamente compromettente quando si parla di augmentation, ossia la possibilità di potenziare un corpo sano. Il dibattito è aperto ed inutile dire che io ho già la mia opinione in merito!

Cyborg, Androidi/Droidi & Intelligenza Artificiale

  • I Cyborg

La loro definizione nasce dal connubio tra uomo e macchina.
Il termine è per lo più narrativo ed infatti è possibile trovarlo in film o romanzi nei quali di solito gli umani sono reduci da terribile incidenti dopo i quali sono sottoposti ad innesti meccanici. Le incredibili capacità che questi gli danno hanno un prezzo: la loro umanità.
Il simbolo per antonomasia di questo filone è rappresentato dal temibile Darth Vader, della saga di “Star Wars”, che cela il suo aspetto dietro una maschera inquietante senza la quale morirebbe.

  • Gli Androidi & I Droidi

La loro caratteristica principale deriva dal fatto che le loro sembianze ricordano quelle umane. Spesso è solo la forma del corpo o la postura, a volte lo è perfino l’aspetto.
Questo percorso iniziato molti secoli fa, oggi è una realtà a tratti inquietanti. Come reagisce l’essere umano di fronte ad una copia fedele di sé, ma meccanica? Che reazioni ha? Riesce a creare un legame empatico con tale creazione?
Seppur le parole androide e droide sono molto simili non sono la sola cosa.
Nel primo caso si riscontra una componente umana, nella seconda no. Anch’essa però è prettamente legata al mondo della narrativa. Il loro scopo è principalmente quello di essere unità al servizio dell’uomo, il tutto però non escludendo la possibilità di sviluppare una personalità propria. Questo spesso rende i droidi dei veri e propri personaggi: ti dice nulla BB8 o R2-D2 della saga di “Star Wars”?

  • L’Intelligenza Artificiale

Il viaggio che porta alla stessa è molto lungo e parte dalla metà degli anni ‘50 ove, grazie ad Olivetti, vi è un vero e proprio boom per quanto riguarda il Machine Learning. Ciò il concetto per cui la macchina è in grado d’imparare. Questa è la base per l’Intelligenza Artificiale.
La sua capacità di apprendimento avviene in due fasi: prima viene alleata facendole ripetere molte volte la stessa azione e poi viene messa alla prova.
Flessibile e decisa a raggiungere gli obbiettivi che le vengono impostati è però incapace di prendere decisioni perché non attribuisce valori agli eventi se non quelli stabiliti dall’uomo. Questo la rende dunque responsabile per i suoi errori, in caso ce ne fossero?




9 thoughts on “Robot: The Human Project

  1. Sai leggendo il tuo articolo sono tornata indietro quando da ragazzina leggevo i romanzi Newton dove si sognava su un futuro dove i robot sostituivano gli umani.

  2. Un articolo molto interessante grazie al quale ho scoperto delle cose che non conoscevo….non sapevo ci fossero tutte queste distinzioni.

  3. Articolo molto interessante! io adoravo vedere i robot al lavoro, nelle fabbriche, come oggi sono affascinata da tutte le realtà di AI. Un mondo variegato e molto diversificato, hai fatto benissimo a fare queste specificazini!

  4. Io sono sempre stata affascinata da androidi e robot (di cui non sapevo il significato lo ammetto).
    Sapevo qualcosa degli automi invece, ma mi ha fatto molto piacere leggere questo post perchè ho trovato tante informazioni in più.

  5. Distinzione molto dettagliata dei singoli termini, alcuni dei quali per me erano davvero “solo sinonimi”. Mi hai permesso di ampliare il mio vocabolario e di scoprire cose nuove. Complimenti per il dettagliato lavoro fatto!

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