Travel & Photography

Robert Wilson Tales

Inizio con il dire che non è una mostra per tutti, non solo per la concettualizzazione delle opere esposte, ma anche perchè in un certo qual modo alcune potrebbero urtare la sensibilità di talune persone se particolarmente sviluppata.

Personalmente mi è piaciuta davvero molto. La caratteristica principale di Wilson è il silenzio e l’immobilità elemento principale di tutte le sue opere che non sono né fotografie né quadri, ma un’innesto di entrambe attraverso video portraits in cui viene invitato il protagonista alla totale immobilità con l’aggiunta di movimenti estremamente lenti che danno l’impressione di essere di fronte a un’opera che prende vita.

Tutto ciò rappresenta, secondo Wilson, l’idea che abbiamo noi quando andiamo a visitare una mostra. Vi sarà capitato di osservare un quadro e dopo un lungo lasso di tempo quasi immaginare che i personaggi dentro lo stesso prendano vita, lui porta questa animazione alla realtà e seppur estremamente lenta colpisce esattamente nel segno.

Ognuno percepisce queste opere a modo suo o ve ne è attratto in modo diverso… personalmente l’idea che mi ha dato è stata quella di estraniazione dal mondo reale per immergermi in uno onirico. Come una novella “Alice nel Paese delle Meraviglie” che vede il mondo scorrere al contrario, le emozione accavallarsi e la sensibilità dell’animo ampliarsi.

Senza contare che in aggiunta a quest’esperienza, sì perchè secondo me questa non è una mostra, ma una vera e propria esperienza;, abbiamo avuto modo di visitare un’opera di Dan Flavin che è un viaggio utopistico nell’infinito. Un’opera astratta con la quale si interagisce entrandovici dentro (vi lascio la curiosità. dovete andarci per capire cosa intendo) e attraverso un gioco di luci venir trasportati nello spazio più profondo senza più confini.

Altre opere di Flavin sono visitabili alla fine del percorso dedicato a Robert Wilson e vi suggerisco di non perdervele. La luce è sempre il suo elemento chiave e a me ha regalato suggestioni diversi in base alla stanza in cui entravo e il colore dominante.

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