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Palazzo Facchi: Il Lato Segreto di Brescia

Facchi Palace: The Secret Side of Brescia

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Nel cuore di Brescia sorge un palazzo dall’aspetto anonimo. Passandoci di fronte poco si fa caso a questo edificio d’epoca che come tanti abbelliscono le vie del centro. E’ entrando dentro però che si viene a conoscenza di un luogo unico e pieno di magia, un po’ come la famiglia che lo ha abitato e che ancora ne sono i proprietari. Ecco a voi Palazzo Facchi!
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La Famiglia Facchi: Origini e Storia

I primi documenti che parlano di questa famiglia risalgono al 1511 e fanno riferimento a Pietro de Facchis, arcidiacono di Gloucester e segretario alla corte di Enrico VIII. Successivamente un buco storico ci fa saltare direttamente ai primi dell’800 quando Bartolo Facchi inizia ad aprire una serie di industrie metallurgiche a Vestone e successivamente nei pressi de La Marmora, Brescia 2. Successivamente la famiglia Facchi decide di ampliare la propria attività e di non arricchirsi solo con la produzione del ferro, ma anche della seta.
Gaetano, figlio di Bartolo, comprerà il palazzo che i Garelli avevano costruito a metà del’700 dai Cazzago ad un prezzo irrisorio a fronte dei pesanti danneggiamenti subito dopo lo scoppio della polveriera della Torre di San Nazaro. Tuttavia sarà ad opera del figlio Carlo il restauro che verrà commissionato al noto architetto bresciano Antonio Tagliaferri, lo stesso si impegnerà dal 1896 nel progetto e ci metterà circa un decennio per portarlo a termine.

I Facchi e l’Oriente

All’interno del palazzo è possibile notare un continuo rimando a ciò che è esotico, in quanto Gaetano Facchi era un grandissimo appassionato di l’estremo Oriente. Ciò era dovuto all’attività della famiglia nel commercio della seta, soprattutto quando negli anni ’50 dell’800 arrivò in Italia la pebrina, un parassita che uccise tutti i bachi europei. Tale evento portò alla necessità di recarsi in Giappone per trovare bachi da seta sani e probabilmente fu proprio in seguito a tali viaggi che giunsero a Brescia, all’interno del Palazzo, molti degli oggetti pregio che oggi si possono ammirare e che sono di fattura orientale.

Visitando Palazzo Facchi

Accedendo alla scalinata di onore si viene accolti in un ambiente affascinante e decorato dal Cresseri. Alle pareti si aprono meravigliosi trompe-l’oeil, tra cui il grande affresco che ritrae le figure della Gloria e della Fama.
Proseguendo si arriva nel vestibolo che pur mantenendo un’impostazione del’700 è stato fortemente rielaborato con colori più scuri e nel quale spicca il prezioso attaccapanni arricchito con un pregevole orologio e la fontana.
E’ però andando avanti che si arriva nel cuore della casa: il grande salone d’onore. La parte superiore delle pareti presentano il tema delle muse e sulle sovrapporte quello delle arti e mestieri. Al centro di uno dei lati lunghi si staglia fino al soffitto il possente camino, la cui parte superiore è decorata nell’800 da stucco ed abbellito da due magnifici leoncapri.
Anche le sale attigue riservano interessanti sorprese. La prima ospita una pregevole collezione di libri antichi e di oggetti legati alla scrittura quali calamai, pennini ed un’insolita macchina da scrivere Smith & Bros N.8. Ma anche stampe, soprattutto del’700, come ad esempio i quattro esemplari che rimandano, citando l’Eneide, ai quattro elementi. La seconda invece raccoglie alcuni quadri che raffigurano vari personaggi della famiglia Facchi, come il ritratto di Carlo del Bertolotti nel 1923 e la grande tela di Emilio Pasini che ritrae Emilia Almici Facchi, seconda moglie di Carlo.

Info Point

Per conoscere le possibilità di vista del palazzo si fa riferimento al sito ufficiale ove richiedere informazioni oppure all’ente che si occupa delle visite come il FAI.

L’Angolo di Santa Chiara è collocato nel centro di Brescia a due passi dalla bellissima Piazza Loggia.
Questo ambiente, ristrutturato e rinnovato, offre la possibilità di un soggiorno ed elegante e con tutti i comfort quali riscaldamento, tv, wi-fi, rilevatore di monossido di carbonio ed antincendio. Fornito di tutti gli essenziali e con ingresso privato, consente anche il deposito bagagli. (in media € 73 per notte).
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Trattoria Porteri è un’elegante trattoria familiare che risale al 1875. L’ambiente fa fare un salto nel passato, ma senza che questo sia sinonimo di vecchio o trasandato… tutt’altro. Ciò che salta subito all’occhio è l’amore dei suoi proprietari per quello che considerano una seconda casa oltre che della storia che il luogo e la loro tradizione di famiglia custodisce. Accolti come se si fosse un membro della famiglia, il servizio non è forse velocissimo, ma sicuramente è attento. I piatti sono curatissimi nell’aspetto quanto nel gusto ed la bontà di ciò che si mangia è un ricordo che difficilmente è facile dimenticare. Prezzo medio (antipasto, piatto principale, dessert, acqua e coperto) 25 € a persona.



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