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L’uomo che ha salvato il mondo e nessuno lo sa!

Esistono storie a questo mondo di persone che si trasformano in eroi moderni, ma che nonostante questo non passano alla storia come alcuni dei cavalieri dei racconti fiabeschi fanno. Uomini veri che prendono decisioni difficili in momenti impossibili e che mentre nell’ombra vivono dimenticati da tutti, il valore che hanno dimostrato si perde nell’annoiato scorrere dei giorni.

Di chi sto parlando? Dell’uomo che il 26 Settembre 1983 ha salvato il mondo e nessuno lo sa.

Ma per parlare di lui, Stanislav Petrov, dobbiamo fare un piccolo salto indietro e capire di cosa e chi stiamo parlando.

Iniziamo con il dire che siamo in piena Guerra Fredda e le due superpotenze coinvolte, Russia e Stati Uniti, controllano giornalmente ogni loro mossa. Il pericolo di un attacco è sempre dietro l’angolo e così i dati inviati dai satelliti che spiano i movimenti degli armamenti l’uno dell’altro sono all’ordine del giorno.

Quella sera però Petrov non doveva nemmeno trovarsi nel bunker di Serpukhov 15, perchè non toccava a lui quel turno di notte eppure il caso ha voluto che un suo collega gli chiese di poterlo sostituire e lui lo fece.

Tutto trascorreva tranquillo almeno fin quando improvvisamente non arrivò un allerta dal computer che indicava l’arrivo di non uno, ma ben cinque missili statunitensi lanciati, presumibilmente, da una base in Montana.

Il tempo in cui questi potevano raggiungere la Russia variavano dai 20 ai 29 minuti, nei quali andava presa una decisione: avvisare i superiori e rispondere al fuoco oppure no?

La logica direbbe ad ognuno di noi probabilmente di optare per la prima opzione e anche Stanislav venne spinto dagli altri suo colleghi a questa, ma lui aveva anche richiesto un controllo visivo e ad occhio nudo nessun missile era visibile. Fidarsi dunque dell’istinto che gli diceva che il computer si sbagliava, anche se era matematicamente impossibile, o fare quello che gli era stato ordinato?

Spesso la vita è imprevedibili e lì dove il diavolo ha tentato di metterci lo zampino, rischiando di scatenare una guerra atomica oltre che la Terza Guerra Mondiale, un angelo o il fato -chiamatelo come volete- ha fatto sì che la presenza di un solo uomo potesse cambiare il corso dell’intera storia.

Stanislav Petrov prese la coraggiosa decisione di disobbedire agli ordini, di seguire l’istinto e le prove che aveva nel convincersi che fosse un errore del computer e così fu. Nessun missile dagli Stati Uniti era stato lanciato, ma se la Russia lo avesse creduto avrebbe risposto al fuoco e Dio solo sa in che mondo peggiore di quello in cui siamo ci troveremmo.

Ma sapete Stanislav ora dove vive? Alle porte di Mosca, nell’indigenza, dimenticato e congedato con disonore.

E’ questo che mi fa arrabbiare, è questo che mi fa stringere i pugni e mi fa dire “Non è giusto!”. E’ sempre per questo che conosciuta la sua storia mi trovo a condividerla qui con tutti voi. Perchè se materialmente non posso far nulla per un uomo a cui chissà forse devo la mia propria vita, quanto meno posso far conoscere la sua storia e non mi tirerò indietro dal diffonderla e chiedendo a tutti voi di aiutarmi a fare lo stesso.

Perché persone come lui devono essere conosciute, devono essere ammirate e devono essere ricordate!

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