Me, Myself & I

Le Regine del Destino-Il Risveglio: Maggie

Penultimo appuntamento alla scoperta delle protagoniste del primo libro della saga “Le Regine del Destino”, chi conosceremo oggi? Scopriamolo insieme!

«Margaret, ci sono visite per te» la informò una voce femminile, dura e composta. Maggie si voltò di scatto, in una nuvola di capelli biondi e profumati ed annuì con convinzione, sorridendo. Sapeva già chi sarebbe apparso fra pochi attimi sulla soglia di quella porta.
«Gerard!» esclamò, balzando giù dal letto sul quale era rimasta seduta in attesa che lui venisse, e correndo ad abbracciare di slancio il ragazzo. Era eccitata all’idea di tornare a scuola e di rivedere tutti i suoi compagni. Gerard cercava sempre di tenerla lontana da chi si avvicinava a lei ridendo e scherzando su argomenti che solitamente Maggie non capiva, ma lei, al contrario, era sempre contenta quando qualcuno iniziava una conversazione con lei. Non si rendeva mai conto che, la gran parte delle volte, quelle conversazioni avevano l’unico scopo di prenderla in giro o metterla in difficoltà e, per questo, aveva sempre considerato Gerard paranoico. Non faceva altro che rimproverarlo buffamente e dirgli che gli voleva bene e che nessuno avrebbe mai preso il suo posto, non c’era alcun bisogno di essere così geloso.
«Allora, sei pronta?» domandò, osservandola da capo a piedi. Ogni cosa era al suo posto, per fortuna, quindi potevano andare.
«Da un bel po’! Sei in ritardo, in effetti…» rispose Maggie, chinandosi a raccogliere la borsa piena di tutti i suoi libri. Gerard la guardò con un’espressione offesa, reggendo quel gioco che, lo sapeva, Maggie aveva appena iniziato, e lei finse un’aria grave ancora per un po’. Poi non riuscì più a trattenersi e scoppiò a ridere, sistemando i capelli che erano rimasti incastrati fra la tracolla e la sua spalla.
«Quella donna che è venuta ad avvisarti, poco fa…» iniziò Gerard, mentre percorreva, questa volta assieme a Maggie, lo stesso percorso di alcuni minuti prima, ma a ritroso. – Non ti mette agitazione? Insomma l’hai vista? Tutta impettita e rigida, sembra che abbia indosso qualcosa che la tenga bloccata così, come un pezzo di legno… – e, così dicendo, drizzò la schiena e mimò l’inquietante donna in questione.

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