Me, Myself & I

Le Regine del Destino-Il Risveglio: Aura

Ultimo nostro appuntamento in compagnia delle “Le Regine del Destino”, primo libro di una triologia. Conosciamo insieme l’ultima delle sue magiche protagoniste!

Ferma nel bel mezzo del cortile, Aura stava rovistando faticosamente nella sua stessa cartella, cercando qualcosa che temeva di aver dimenticato a casa. Attorno a lei sfrecciavano persone e biciclette e, di tanto in tanto, anche qualche auto che avanzava a fatica fra la folla di studenti che andavano incontro al loro primo giorno di scuola. Qualcuno spinse per gioco qualcun’altro, ridendo, e quest’ultimo le finì addosso, facendo cadere rovinosamente a terra i numerosi fogli che Aura aveva tra le mani. Spalancò la bocca, incredula ed infastidita, e fu sul punto di dire qualcosa che, molto probabilmente, avrebbe scatenato la prima piccola rissa dell’anno scolastico, quando una nuova, inaspettata figura attirò la sua attenzione. Maggie, la pazza Maggie, come tutti la conoscevano, si era appena fermata davanti a lei, ed il suo sguardo era rivolto al gran numero di fogli sparsi al suolo. Aura, spiazzata, rimase per una lunga manciata di secondi in silenzio, indecisa se inveire contro chi l’aveva malamente urtata oppure intimare a Maggie di non toccare nulla. Sapeva cosa dicevano tutti sul conto di quella ragazza e sapeva che era così pericolosa che persino i suoi genitori avevano preferito in un certo senso liberarsene. Viveva in una sorta di casa di cura per ricchi ed era raro che la si vedesse in giro, oltre che al mattino a scuola. In quel caso poi, era sempre con…
«Maggie! Cavolo, potevi anche aspettarmi… oh, ehm, ciao…»
…Gerard. Era sempre con Gerard. Una persona altrettanto strana con cui Aura non aveva mai scambiato una parola. Non avrebbe iniziato quella mattina, comunque: al saluto del ragazzo, lei rispose con un disinteressato cenno del capo.
«Ma sono disegni!» esclamò Maggie, ed un attimo dopo sparì dalla vista di entrambi, inginocchiandosi a terra, fra l’uno e l’altra. «Ti aiuto a raccoglierli, sono veramente molto belli…»
«No, lascia stare, faccio io» ed anche Aura sparì, accucciandosi a sua volta a terra. Maggie, davanti a lei, si era fermata ad osservare con interesse uno di quegli schizzi, ma Aura, dopo un attimo di esitazione, le sfilò bruscamente di mano quel disegno e si affrettò a raccoglierli tutti.
«Quel disegno…» tentò Maggie, con un’aria vagamente imbronciata per la reazione della ragazza, ma, più di ogni altra cosa, sinceramente incuriosita.

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