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L’Adolescenza & La Ricerca dell’Identità

Photo by ©micheile .com

Il mio progetto di scrittura creativa, una fan fiction a più mani, “High School Story” non nasce solo dal desiderio di condividere con altri scrittori una passione che è quella della creatività ed inventiva, ma anche di passare a suo modo un messaggio. Il periodo dell’adolescenza è infatti il periodo per eccellenza della crisi e della difficoltà di conoscere sé stessi. E’ una ricerca costante e drammatica della propria identità.

Photo by ©Hannah Busing

Prendiamo ad esempio un romanzo famosissimo come “Moby Dick”. Lo stesso inizia con le frasi:
“Ma chi sono?”
“Chiamatemi Ismaele”
Ismaele, tuttavia, non è il nome del protagonista. Il suo vero nome infatti non ha importanza, perché il personaggio non ha una verità identità. E’ un’outsider.
Alla domanda posta da all’interno del romanzo è forse più giusto rispondere “Chi sto diventando”, in quanto il concetto stesso di adolescenza si è venuto a delineare solo in tempi recenti. Perfino Freud che nel 1905 nei suoi tre saggi sulla sessualità parlava della trasformazione della pubertà non usava ancora questo termine.

Ogni volta che mi accordo di atteggiare le labbra a severità; ogni volta che nell’anima mi scende un novembre umido e piovigginoso; ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinnanzi all’agenzia di pompe funebri e di andare dietro a tutti i funerali che incontro; e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un solido principio morale per impedirmi di scendere risoluto per strada per far cadere sistematicamente il cappello alla gente; allora capisco che è giunto il momento di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola.

Melville e la sua descrizione dello stato d’animo di un adolescente in crisi.

Il termine “adolescenza” nasce dopo la Prima Guerra Mondiale, infatti prima si riconosceva solo uno stadio infantile che durava fino ai 7 anni e poi si parlava di uno stadio successivo di pubertà in cui i ragazzini venivano considerati già come uomini con gli stessi doveri degli adulti di fronte alla legge o nel lavoro. E’ stato l’aumento del benessere e la diminuzione del tempo dedicato al lavoro, perché non vi era più la necessità da parte dei fanciulli di mantenere le proprie famiglie, che tale termine è andato a delinearsi.

Photo by ©Shane/h6>

I ragazzi non sono più indirizzati verso la conoscenza di Sé ed il contatto con il proprio Io Superiore e questo disorientamento si manifesta in ansia destrutturante e depressione. A volte, addirittura, è necessario l’intervento terapeutico con la presenza di specialisti di sesso diverso, in quanto questi possono rappresentare le due figure genitoriali.

E’ partendo anche da questa idea che “High School Story” si presta a voler spingere noi adulti, ormai lontani dalla fase adolescenziale, a metterci nei panni di questo periodo della vita. Capire più da vicino quei drammi che non sono solo “capricci” o “sciocchezze” come spesso le definiamo e magari renderci più consapevoli e vicini a questo stadio della vita che abbiamo dimenticato quanto complesso e difficile sia.

Photo by ©Gaelle Marcel

Ti invito dunque a seguire il progetto a questo link: “Capitoli High School Story”
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Con la partecipazione di Camillo Carlucci (Neuropsichiatra dell’Età evolutiva e Psicoterapeuta) & Katya Grigis (Psicologa)



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