L’Autodeterminazione di Sé secondo Gucci

🇺🇸🇬🇧🇨🇦🇦🇺 👉🏻 Self-Determination According to Gucci

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Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci definisce la moda: «Il modo in cui ti vesti è il modo in cui ti senti, il modo in cui vivi, ciò che leggi, le tue scelte».
E’ attraverso la sua estetica massimalista, queer e surreale che questo visionario del fashion non solo porta agli onori della cronaca una sfilata, ma soprattutto un messaggio: «La moda ha il compito di fare intravedere campi di possibilità, suggerire indizi e aperture, coltivare promesse di bellezza, offrire testimonianze e profezie, rendere sacra ogni forma di diversità, alimentare un’irrinunciabile capacità di autodeterminazione».
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Divisore

La Moda è uno Strumento di Resistenza?

E’ partendo da questa domanda, che ci si chiede se il desiderio di emancipazione ed autodeterminazione della moda non rischi egli stessa di imporre delle regole che mercificano il senso di libertà.
L’ispirazione della sfilata, quella Primavera/Estate 2020, nasce dal saggio “Sorvegliare e Punire” di Foucault ove lo scrittore analizza il sistema di controllo attraverso il quale il potere trasforma tutto in un carcere sia fisico che metaforico. Ecco dunque che la collezione ha un effetto liberatorio e cerca di individuare forme di resistenza a questo ordine attraverso una promessa estetica dal sapore vintage.
Qual è dunque la risposta alla complessa domanda di partenza? Che la moda, sì, permette di sottrarsi al controllo, anche quello che nasce dall’autocensura di sé.

/ Maglia “George” / Pantaloni “Piazza Italia” / Sneakers “Mistral” / Trench “Rinascimento”

Superficialità ed Autodeterminazione

La futilità della moda ha da sempre posto sul tavolo la questione se seguirla vuol dire di per sé essere una persona superficiale, quanto vanitosa. In realtà quello che fa è dare ad ogni persona una possibilità di esprimersi in modo preciso e chiaro. Una presa di coscienza di sé stessi e della propria personalità che, attraverso la creatività, si esprime.
Nel dettaglio Alessandro Michele fa un lavoro di sottrazione lasciando che la fluidità naturale dell’essere umano vada oltre. Ecco dunque che questa collezione si esprime attraverso incursioni nell’universo sportivo e riferimenti pop mescolati ad elementi baroccheggianti. Il tutto in una palette di colori variegata in cui ognuno può trovare sé stesso.

/ Maglia “Bonprix” / Pantaloni “H&M” / Stivaletti “Bata” / Bomber “Tally Wejil”




11 thoughts on “L’Autodeterminazione di Sé secondo Gucci

  1. La moda è un linguaggio, pertanto è comunicazione pura. Questo articolo rende molto bene il concetto, che spesso non è immediato per tutti. Complimenti, bella ed attenta analisi!

  2. La moda è un linguaggio, pertanto è comunicazione pura. Questo articolo rende molto bene il concetto, che spesso non è immediato per tutti. Complimenti, bella ed attenta analisi!

  3. Non ho mai seguito la moda ma gioco forza ti obbliga a scegliere tra quello che propone dal momento che i diversi capi li trovi poi declinati in vari modi dai diversi brand. Questa secondo me è un po’ una gabbia, ma la evito non acquistando quando le proposte non me le sento mie.

  4. Molto bello questo articolo. Per quanto io mi interessi di moda a livello molto superficiale, hai analizzato l’argomento in maniera molto intelligente e portandolo sotto tutto un altro piano.
    Spero converrai con me che a volte “la moda” -e intendo ciò che arriva alla grande distribuzione – porta fantasie, colori e abbinamenti un po’ borderline e spesso è difficile comprare qualcosa che realmente comunichi quello che si vuole esprimere con il proprio abbigliamento.

  5. Mi piace molto, devo dire che quest’anno in molti hanno scelto di combinare uno stile prettamente metropolitano, mischiandolo con dettagli un po’ più casual, rende tutto più fluido meno stucchevole sicuramente più portabile.

  6. La moda è da sempre un mezzo per trovare ed esprimere la propria identità e il proprio pensiero. Purtroppo spesso è concepita come una linea rigida sa seguire, altrimenti non si vale nulla (quindi come un modello di conformità). Le passerelle dei grandi stilisti però, portano idee innovative, concetti che possono essere presi e modellati su di sé. Grandissimo Gucci nella sua visione della moda e del suo significato, sono pienamente d’accordo sul fatto che la moda è libertà.

  7. Non avevo mai letto un approfondimento così dettagliato sul mondo della moda, concordo che ognuno debba avere il proprio stile e soprattutto che possa variare negli anni, come cambiamo noi grazie alle esperienze quotidiane.

  8. Ma quanto è bello questo articolo? Sei riuscita a spiegare – con uno stile scorrevole e d’impatto – le motivazioni che si celano dietro una moda, un trend, un modo di vestire che altro non è che un mezzo per esprimere se stessi… e non solo per costruire una maschera, come spesso si dice! Quindi, complimentissimi per la tua capacità di espressione ❤

  9. La moda è un mezzo per esprimere il proprio io agli altri, non è semplice futilità è molto più profondo il valore della moda e per ognuno è diverso.

  10. Non sono amante della moda e non l’ho mai seguita ma condivido il pensiero di Gucci. Non sono ferrata sull’argomento ma tuo articolo è stato comunque interessante.

  11. La moda è arte che indossi, l’arte già di per se è resistenza, rivoluzione, comunicazione di un linguaggio diverso che sa come opporsi all’ordinario, quindi si con ciò che indossiamo possiamo non solo far vedere in realtà chi siamo, ma comunicarlo, rivelarlo senza paura, concordo con Gucci del resto chi meglio di lui poteva esprimere un pensiero così complesso in un modo così semplice, attraverso i suoi abiti che diffondendosi per il mondo a macchia d’olio si è sempre fatto portatore di messaggi, sempre positivi, anticonvenzionali come solo un artista sa fare.

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