Photo by ©Dima Pechurin

Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci definisce la moda: «Il modo in cui ti vesti è il modo in cui ti senti, il modo in cui vivi, ciò che leggi, le tue scelte».
E’ attraverso la sua estetica massimalista, queer e surreale che questo visionario del fashion non solo porta agli onori della cronaca una sfilata, ma soprattutto un messaggio: «La moda ha il compito di fare intravedere campi di possibilità, suggerire indizi e aperture, coltivare promesse di bellezza, offrire testimonianze e profezie, rendere sacra ogni forma di diversità, alimentare un’irrinunciabile capacità di autodeterminazione».

La Moda è uno Strumento di Resistenza?

E’ partendo da questa domanda, che ci si chiede se il desiderio di emancipazione ed autodeterminazione della moda non rischi egli stessa di imporre delle regole che mercificano il senso di libertà.
L’ispirazione della sfilata, quella Primavera/Estate 2020, nasce dal saggio “Sorvegliare e Punire” di Foucault ove lo scrittore analizza il sistema di controllo attraverso il quale il potere trasforma tutto in un carcere sia fisico che metaforico. Ecco dunque che la collezione ha un effetto liberatorio e cerca di individuare forme di resistenza a questo ordine attraverso una promessa estetica dal sapore vintage.
Qual è dunque la risposta alla complessa domanda di partenza? Che la moda, sì, permette di sottrarsi al controllo, anche quello che nasce dall’autocensura di sé.

/ Maglia “George” / Pantaloni “Piazza Italia” / Sneakers “Mistral” / Trench “Rinascimento”

Superficialità ed Autodeterminazione

La futilità della moda ha da sempre posto sul tavolo la questione se seguirla vuol dire di per sé essere una persona superficiale, quanto vanitosa. In realtà quello che fa è dare ad ogni persona una possibilità di esprimersi in modo preciso e chiaro. Una presa di coscienza di sé stessi e della propria personalità che, attraverso la creatività, si esprime.
Nel dettaglio Alessandro Michele fa un lavoro di sottrazione lasciando che la fluidità naturale dell’essere umano vada oltre. Ecco dunque che questa collezione si esprime attraverso incursioni nell’universo sportivo e riferimenti pop mescolati ad elementi baroccheggianti. Il tutto in una palette di colori variegata in cui ognuno può trovare sé stesso.

/ Maglia “Bonprix” / Pantaloni “H&M” / Stivaletti “Bata” / Bomber “Tally Wejil”