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Isacco & Ismaele

Dio si rivolse ad Abramo e gli disse: “Volgi lo sguardo al cielo e conta le stelle, tanti saranno i tuoi discendenti”. Tuttavia la moglie di Abramo, Sara, non ringiovaniva e Dio non mantenne fede alla sua promessa. Sara invecchiata e diventava sempre più nervosa perchè non riusciva ad avere figli, così spedì Abramo nel letto della sua domestica, Hagar, e i due concepirono Ismaele. Non molto tempo dopo Dio mantenne la promessa che aveva fatto a Sara, lui non se ne era dimenticato, così Abramo e la moglie concepirono Isacco. Allora Sara disse ad Abramo: “Caccia via la serva insieme a suo figlio, perchè il figlio di una serva non sarà il tuo erede insieme a mio figlio Isacco”. E così tutto ebbe inizio: gli ebrei divennero i figli di Isacco e gli arabi divennero i figli di Ismaele. Ma per molti la cosa più importante, quella che conta veramente, è che alla fine i due figli si sono riuniti per seppellire il padre.



Ma perchè oggi vi racconto questa storia, un evento accaduto più di 73 milioni di anni fa?
Perchè oggi ho voglia di prendermi una pausa dai temi che solitamente tratto sul blog e riflettere con tutti voi su ciò con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno, ma di cui paradossalmente non si parla mai: il terrorismo.
A questo punto però voi mi direte: “Non se ne parla mai? Ma se ovunque ti giri ne senti parlare!”. E’ vero, ma sapete qual’è il problema vero? E’ che ormai lo consideriamo un elemento normale. Ci siamo talmente abituati a sentir parlare di attacchi e di morti che quasi non ci tocca più e questa è la cosa più spaventosa. Sì, si parla così tanto di terrorismo, che di fatto non se ne parla più.



La domanda da cui tutto parte è semplice: perchè vogliono ucciderci?
Ce lo chiediamo ogni giorno e la risposta più ovvia è perchè sono estremisti islamici e dunque contestano la nostra libertà e democrazia. Ma che cos’è l’estremismo islamico? E’ la rigida osservanza di un’interpretazione della legge islamica risalente al 7 secolo a.C. così come professata dal profeta Maometto.
Quando parliamo di rigida osservanza parliamo di dogmi quali che: gli uomini sono costretti a pregare ed avere la barba di una certa lunghezza, l’unico grido ammesso per incitare la propria squadra durante una partita di calcio è “Allah Akbar”, ma se la squadra perde devono arrangiarsi. Le cose però per le donne sono molto meno divertenti, infatti a loro è proibito sia andare a scuola ed avere un lavoro. Devono uscire accompagnate e rischiano la lapidazione per quelli che sembrano reati minori come non indossare il velo e non possono fare il tifo durante una partita di calcio perchè non è prevista la loro presenza.
Allora cosa non sopportano di noi?
Sicuramente i cori che arrivano dagli spalti degli stadi durante le partite che da soli basterebbero a scatenare una jihad, per non parlare delle chiese ad ogni angolo delle strade, giornali liberi di scrivere quello che vogliono e donne libere di fare ciò che vogliono, incluso salire su una navicella ed andare nello spazio. Addirittura noi permettiamo perfino che le donne possono votare e perfino giocare a calcio. La nostra è una società pluralista, pensiamo che il mondo non sia composto da una sostanza unica e questo per loro è inammissibile.

Dopo questa riflessione alcuni potrebbero opinare che dopotutto che male c’è se i comandamenti di una religione obbligano un uomo a portare la barba fino ad una certa lunghezza, a coprirsi il capo o ad indossare una collana? Forse niente, se non fosse che per loro violarli diventa un crimine contro lo stato e non un affronto verso i propri genitori. E’ qui che viene a mancare la possibilità di scegliere.

A questo punto allora cosa ci colpisce di più del terrorismo?
Forse il fatto che è una politica fallimentare. Non solo i terroristi falliscono sempre il loro obiettivo, ma riescono ogni volta rafforzare i principi a cui si oppongono. Solo questo elemento dovrebbe renderli frustrati eppure non è così. Loro si appellano al martirio come un atto nobile, ma lo è davvero uccidere sè stessi e delle persone innocenti? No. E’ perverso, perfido e brutale. E’ da codardi. Al mondo non servono martiri, ma eroi. Un eroe oltre che per morire per il suo paese è disposto a vivere per il suo paese.



Allora cosa ci resta da fare per vincere? Ucciderli forse?
Secondo me no. Morire è troppo poco. Ciò a cui dovrebbero essere condannati è di essere rinchiusi in una cella minuscola ed essere obbligati a vedere notte e giorno i filmini dei compleanni, dei battesimi e dei matrimoni di ogni persona che hanno ucciso. Devono guardarli ogni giorno per il resto della vita.
Quindi? Come aver la meglio su di loro?
Vivendo. Uscendo con gli amici, dichiarandoci alla persona per cui ci siamo presi una cotta, imparando cose nuove, comportandoci a dovere, leggendo libri, andando al cinema, a ballare… ma sempre senza dimenticarci del pluralismo.



Vogliamo prenderli per davvero? Vogliamo davvero stanarli ed ucciderli? E’ questo che vogliamo? Allora abbracciamo una moltitudine di idee… questo li farà impazzire. Dopotutto gli uomini cattivi non si riconosco a prima vista e provarci è inutile. L’unica cosa di cui possiamo essere grati a Dio è di non averci fatto come loro.

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