Il Fuoco Sacro di Litha

Litha è il solstizio d’estate ed il giorno più lungo dell’anno. E’ la festa della luce, dell’abbondanza e del benessere materiale oltre che spirituale. Tale festa però rappresenta anche un passaggio dal predominio Lunare a quello Solare. Nel paganesimo il Custode delle porte solstiziali era il Dio Giano Bifronte, mentre nel Cristianesimo i due San Giovanni. Coloro rappresentano chi, con la loro terza faccia invisibile, conducono da un passaggio all’altro. Ascendente, verso il mondo materiale e della creazione, e discendente, verso il regno divino e soprannaturale.
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Litha

Alban Heruin

Alban Heruin sta per “Luce della Riva” a ricordare il punto nel quale avviene la fusione tra acqua e terra. In antichità la “terra” era la zona astronomica al di sopra dell’equatore celeste e l’“acqua” quella inferiore. Il Sole era dunque il loro punto d’incontro.
E’ caratteristica di questo giorno raccogliere le erbe ed effettuare riti protettivi legati all’elemento del fuoco.
Riconosciuto come il primo giorno d’estate è in realtà un momento senza tempo che viene associato principalmente all’inizio del declino di tale stagione e dunque alla mezza estate.

Celebrare Litha

In tale giorno si è solito raccogliere determinate erbe e/o con le stesse creare amuleti a protezione delle abitazioni contro le malattie e le energie negative. Le erbe sono: iperico, ruta, verbena, vischio, lavanda, timo, finocchio, piantaggine ed/o artemisia.
Accendere una candela gialla o dorata per l’intercessione di Giano Bifronte in tutto ciò che riguarda gli inzii che siano relativi al campo relazionale, amoroso o familiare o all’avvio di nuove attività.
Accendere una candela gialla o dorata per l’intercessione di San Giovanni Decollato per proteggere i legami l’amicizia, la fedeltà nelle coppie e per chi è nubile per propiziare l’arrivo di un consorte.
Accanto una candela rossa è possibile lasciare piccole monete o monili come offerte a gnomi e fate per placarne le ire attraendone favori.
E’ la festa dell’amore dove rendere saldi i rapporti già esistenti e consacrare quelli appena nati. E’ un momento speciale anche per la benedizione e protezione degli animali, magari donando agli stessi qualcosa prima benedetto con le erbe e la rugiada di Litha.
Happy Litha!

Il Tarocco che rappresenta questa festività è “Il Sole”. Simbolo per eccellenza della potenza del Fuoco e della Luce, simboleggia rivitalizzazione ed armonia. Invita a far chiarezza nella propria mente per far spazio ad un giudizio giusto ed oggettivo. La sua forza e generosità dona onori e successi a chi saprà coltivare le proprie arti e talenti.

Gli Strumenti del Fuoco

L’Athame è un pugnale utilizzato nei rituali ed ha uno scopo prettamente simbolico. Il manico nero sta ad indicare la sua capacità di assorbire energie negative ed elaborarle per privarle del loro potere e dunque poi dissolverle innocuamente. E’ anche usato per dirigere le energie, oltre che per controllare le entità e le forze invisibili. Con esso si tengono anche a bada gli spiriti negativi impedendo agli stessi di distruggere gli incantesimi, oltre che per attirare ed invitare entità positive. E’ con l’Athame che si traccia il Cerchio di protezione nel quale stare in caso di rituali o incantesimi.
La Bacchetta viene usata per attirare, convogliare, respingere e/o bloccare le energie. Oltre a questo viene usata anche per disegnare simboli magici.

Colori

I colori e i significati, ad essi associati, dell’Elemento del Fuoco sono:
Giallo/Arancio: Rappresenta il Sole e l’Est. Promuove il successo, il lavoro, l’intelletto, l’immaginazione creativa, la memoria e la comunicazione.
Oro: Rappresenta il Sole. Promuove la giustizia, le influenze positive, gli interventi “divini”.
Rosso: Rappresenta il Sud e le Forze Maschili. Promuove l’amore, la passione, la salute, l’energia, la forza, la virilità ed il coraggio.

Alban Heruin

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3 thoughts on “Il Fuoco Sacro di Litha

  1. Mamma mia cosa mi hai fatto venire in mente. Negli anni 80 noi eravamo in Svizzera ma in questo periodo venivano a fare le vacanze dai miei nonni materni che abitavano in una masseria. In questo particolare giorno si teneva una festa, dove erano invitati tutti i contadini e si praticavano alcuni “riti” particolari quale per esempio quello di agitare un bastone e ballare la tarantella. L’intento era quello di non cadere e di rimanere in piedi in modo da garantire una buona annata

  2. Accidenti!, ho riletto due volte, perché questo approccio alla vita non mi appartiene, ma è interessante, veramente. Forse dovrei essere un pó meno razionale e più tradizionale e spirituale. Ma è quella storia del ‘Rosso di sera bel tempo si spera’? 😆

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