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La Legge della Rede è un insieme di principi fondamentali che regolano la vita di ogni Strega.
È stata riportata nell’ambito dell’occulto da Gerard Gardner, il quale era fermamente convinto che le Streghe fossero mosse da una profonda morale. Esse, infatti, agivano sempre nel pieno rispetto del bene e della libertà altrui. Per questo, si è dato vita alla Rede, fonte di ispirazione per la vita e crogiolo di nozioni magiche ancestrali.

Un ruscello limpido come il cristallo scorre sotto i suoi occhi placidi e lo scrosciante rincorrersi delle ondicelle le ricorda ancora una volta quanto la natura che ha creato è perfetta. Le rocce ricevono linfa dall’acqua e la vegetazione lussureggiante si rinvigorisce.
La Dea si trova in una radura poco distante e si immerge nella contemplazione di tanta bellezza, beandosi della pace che quel luogo ameno sprigiona.
Ella attende l’arrivo del suo fidato compagno, artefice assieme a lei della creazione del tutto. Uniti hanno dipinto il cielo con le sue nuvole e la terra con i suoi abitanti, hanno liberato il mare ondeggiante di schiuma e i boschi verdeggianti.

Dea

Osserva la sua figura e la luce che emana potrebbe accecare ognuna delle sue creature tanto amate, sta molto attenta e mai si manifesta a loro nella sua forma originale, potrebbero perdere la vista o impazzire per la quantità di energia che espande tutto intorno.
Loro la venerano ma non la vedono. Possono però scorgere la sua presenza nel pesce sfavillante di un fiume o nel frutto maturo di un albero. La Dea è sempre al loro fianco. Non li abbandona. Li ama come suoi figli prediletti.
La Dea è ancora ferma, ipnotizzata dallo spettacolo proiettato dal ruscello, quando percepisce la presenza del suo opposto, del suo completamento: il dio. Lui sì, può rimirarla nella sua luce autentica. Lui brilla allo stesso modo. Sono uguali e opposti. Dalla loro unione è nato il mondo.
L’erba alta pare sfiorare la sua sagoma, ma in realtà si fa da parte, ossequiosa. Il vento lo accarezza dolce e poi lo attraversa.
Il Dio si avvicina alla Dea in un momento di intima fusione e dal loro insieme luminoso viene fuori un piccolo esserino con le ali morbide e col petto scarlatto del quale andrà fiero. Pettirosso sarà il suo nome e un’altra creatura è venuta alla luce…

Dio

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“L’essere umano merita davvero questi doni? Questa bellezza? Questa meraviglia? Sanno essere talmente egoisti da buttar fango su tutto ciò, senza neppure accorgersene…” Il Dio parla con un dolore palpabile nella voce, un dolore che avrebbe graffiato la gola e le corde vocali se solo fossero state di materia. La pura energia non può essere scalfita, ma può prendere una forma, accarezzare con dita affusolate e osservare con occhi di diamante. Ed è questo che fa il Dio con la Dea: la accarezza e la osserva, contrito, dubbioso.
“L’essere umano è parte integrante del nostro creato, ma è dotato di libero arbitrio. La sua coscienza è potente e forte. E noi… dobbiamo avere fede che rispetterà i suoi fratelli che nella natura lo circondano. Non temere… non si allontanerà dalla via che abbiamo tracciato per lui”. La Dea brilla di fiducia e con le sue mani di luce disegna il volto evanescente del dio per lenire la sua incertezza.
Il Dio scuote il capo, amareggiato. La fiducia della dea lo impensierisce, non vuole vederla soffrire per l’ennesimo affronto. Lui sa di cosa l’uomo è capace, potrebbe spezzare il meraviglioso sorriso della sua compagna in pochi attimi e il Dio questo non lo può permettere.

Legge della Rede

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“Dovremmo dargli delle regole, un mantra da seguire per non perdere la strada. Non possiamo punirli, ma possiamo guidarli affinché non distruggano quanto tu, con la tua maestosa bellezza, hai creato…”
La Dea sorride ancora e comprende fino in fondo le sue remore. Non può che concordare con lui e insieme, implodono, unendosi di nuovo per dare vita, questa volta, alle leggi che avrebbero aiutato l’essere umano a rimanere puro, a non far del male alle creature sue pari, a camminare sulla retta via.
I due Dei nella loro grandezza iniziano a pronunciare i loro editti.
“Vivi e lascia vivere, leale nel dare e ricevere.”
Che l’uomo non pretenda di inficiare l’esistenza altrui per atti di mero egoismo, bensì si renda degno di ricevere il bene e sempre onestamente di donare.
Il Dio pronuncia quelle sillabe con voce solenne, capace di far vibrare l’aria e le particelle di energia che la compongono.
“Quando tre volte il cerchio hai tracciato, il male al di fuori è confinato. Il tuo incantesimo è sigillato, se con la rima lo hai legato.”
La Dea fa eco al suo opposto e avverte con limpida chiarezza l’essere umano di seguire sempre i processi magici necessari per proteggere se stesso e chi gli sta attorno.
“Per avere buona fortuna, esprimi i desideri quando è Piena la Luna.”
Il Dio dà un prezioso consiglio a coloro che chiedono il realizzarsi di qualcosa a cui tanto aspirano, la Luna nel suo massimo fulgore saprà soddisfarli.

miti

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“Se il vento del Nord porta tempesta, abbassa le vele ed in casa resta.”
L’essere umano dovrà ripararsi dalle spire del freddo, godendo del focolare domestico.
“Se il vento del Sud soffierà, l’amore sulla bocca ti bacerà.”
Un bacio di luce sfiora il profilo delicato della Dea, che sembra vibrare a quel contatto.
“Se il vento dell’Ovest si è alzato, non trova pace chi è trapassato.”
Il Ponente disturba il sonno dei defunti e l’uomo ne onori la memoria, placandone il tormento.
“Da Oriente il vento porterà, aria di festa e novità.”
Il Dio non tralascia di concedere piacevolezze e gradite sorprese.
“Quando la Ruota comincia a girare, i fuochi di Beltane inizian a bruciare. Quando la Ruota a Yule giungerà, accendi il ceppo e l’Inverno regnerà.”
Solo così il ciclo delle stagioni scandirà l’esistenza dell’essere vivente, dalla sua nascita alla sua morte, fino a ritornare alla vita in un nuovo cerchio di fuoco e ghiaccio. Estate e inverno.
“Una pietra nella corrente è lanciata, da chi desidera verità svelata.”
Ecco cosa dovrà fare l’essere umano che agogna la Conoscenza, il dio spera che quel sasso arrivi a rappresentare la vera saggezza.
“Quando è vera la tua necessità, non badare all’altrui avidità.”
Con una mano di luce la Dea si sfiora il petto e si chiude in un momento di raccoglimento. Sa che l’umano è avido, ma saprà riconoscere le proprie necessità e assecondarle.
“Se con lo stolto il tuo tempo hai buttato, fra i suoi amici sarai annoverato.”
Il Dio sorride nel pensare che quella regola è perfetta per l’essere umano. Un monito a non cedere alla stupidità, un monito a restare saldi sulla retta via…

magia

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“La Legge del Tre devi badare, tre volte nel bene, tre volte nel male.”
La Dea ricorda con tono solenne che quando si farà del bene o del male verso il prossimo, si riceveranno indietro triplicati. La luce porta luce e l’oscurità altra oscurità in versione una e trina.
“Quando la sfortuna ti segna, una stella blu sulla fronte disegna.”
Un simbolo, una protezione. Il dio sa che è necessario potersi difendere dalle energie negative e insegna come: un astro che diventa uno scudo.
“In amore sii sempre vero, se vuoi che il tuo amato sia sincero.”
L’amore è unico, reale e onesto. Se l’uomo lo onorerà, donandolo con gli stessi intenti, il sentimento puro trionferà.
È giunto il momento. L’ultima regola, la pietra miliare di un modus vivendi che renderà l’essere umano intoccabile, ma soprattutto giusto.
“Il Reda è uno: Fa ciò che vuoi finché non nuoce a nessuno!”
La voce del Dio è tonante, una minaccia più che un avvertimento, ecco cosa viene fuori dal suo corpo luminescente.
La Dea si avvicina al suo compagno e ripete ancora una volta il mantra decisivo. La legge ultima: “Il Reda è uno: Fa ciò che vuoi finché non nuoce a nessuno!”
Poi si unisce a lui in un solo essere brillante. L’esplosione regala un riverbero incontenibile, si espande e copre le sue creature, che placide sono state mute spettatrici del grande editto.
Il bagliore si dissolve e intorno regna la quiete.
Il ruscello candido culla i pesci variopinti, le api operose spingono alla vita e le foglie degli alberi accolgono la rugiada del mattino.
Tutto è come gli Dei lo hanno voluto e l’uomo ha il dovere di onorarlo e proteggerlo.

Annarita & Roberta Calaudi