Me, Myself & I

Doppelgänger: Nacha Miguez

Ultimo appuntamento con “Doppelgänger”, il mio romanzo uscito sia in formato ebook che cartaceo. Insieme abbiamo intrapreso un viaggio che ci ha immerso nelle atmosfere di questo libro ambientato a Città del Messico con un tocco di thriller, ma anche di sano urban fantasy.

Che dire spero anche oggi di incuriosirvi a leggerlo e comprarlo!

2019
Nacha Miguez a volte pensava che la sua vita non potesse essere più perfetta di così. A ventidue anni aveva un fisico che avrebbe fatto invidia a una top model, anche se a differenza di quelle che lei considerava simpaticamente dei “manici di scopa” era decisamente più formosa. Un seno prosperoso, ma non troppo, fianchi sinuosi e una vita da vespa. Il suo metro e settanta la faceva svettare in tutta la sua bellezza e gli abiti che indossava, o i pantaloni a sigaretta che era un suo must, sottolineavano le sue gambe snelle. Il suo corpo tonico faceva ben intendere che era una ragazza che teneva al mangiar sano e fare attività fisica che condivideva con le sue migliori amiche nonché colleghe e coinquiline.
Tutti si divertivano a chiamarle Charlie’s Angels forse perché erano tre ed erano il prototipo tipico e meraviglioso di tre angeli nell’aspetto, ma con un carattere deciso e assai acceso seppur ognuno a modo suo.
Si erano conosciute all’università e non si erano più lasciate dal primo giorno in cui avevano preso lo stesso bus confuse sulla decisione da prendere a proposito di quale fermata in cui scendere. Quindi da necessità ne era nata virtù e in quella ricerca della facoltà e di scambio di parole, ne era nata un’amicizia solida e che continuava ancora oggi superando ostacoli o semplicemente condividendo risate e ricordi meravigliosi.
Tre meravigliose ragazze more con la pelle bronzea seppur Nacha spiccava su tutte in quanto era la più scura, e i suoi capelli corvini lunghi e liscissimi fino a metà schiena e gli occhi scuri le avevano fatto guadagnare il nomignolo di morenita da parte delle sue amiche e della sua famiglia composta assolutamente e unicamente da tre bei aitanti uomini: suo padre Bautista, professore di storia al campus; suo fratello minore Joaquin, che frequentava con alti e bassi l’università ed infine suo zio Victor, che viveva on the road su e giù per l’America senza ben capire cosa in realtà facesse.
Si diceva che lo Zòcalo sorgesse in un luogo che fungeva da “nodo energetico” molto potente di magia positiva.

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