Me, Myself & I

Doppelgänger: Emma Campero

Oggi conosciamo un altro personaggio di questa storia, che dite riuscirò a incuriosirvi per convincervi a comprarlo?

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1994
Emma Campero era una vera rarità per quanto concerneva fede e rigore. Era una ragazza piena di vita e di gioia verso essa e il prossimo senza tuttavia uniformarsi alle mode o alle persone.
Avere un corpo slanciato e snello, pelle dello stesso color del bronzo, occhi grandi e scuri nei quali ci poteva specchiare, un viso tondo ed espressivo e capelli corti scuri e mossi; non significava per forza dover per questo essere l’emblema di una ragazza facile e dedita alla bella vita nonostante il suo aspetto e il suo status glielo permettesse.
Justo Campero era un uomo d’affari famoso e rinomato e nonostante il fango che gli era stato gettato addosso aveva saputo rialzarsi e diventare ancora più forte e potente di prima, e come amava ricordare, unicamente per la forza che la sua amata figlia gli aveva dato.
Emma non aveva mai conosciuto sua madre, ma suo padre gliene parlava sempre fin da quando era piccola legandosi in modo indissolubile e forte con l’uomo che ai suoi occhi appariva il suo eroe.
Scese le scale in tutta fretta ed entrando in cucina salutò la loro domestica, prima di dare un bacio sulla guancia del padre e sedersi accanto a lui. Era il suo momento preferito quello, in cui prima di uscire per andare a scuola e al lavoro stavano lì insieme a parlare e a chiacchierare del più e del meno.
“Allora anche stasera ti fermerai in ufficio fino a tardi?”
“Gioia mia sai quanto non vorrei farlo, ma questi giorni sono impressionanti oltretutto credo che dovrò andare fuori città per qualche giorno per chiudere degli accordi commerciali …”

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