Me, Myself & I

Doppelgänger: Aimee Silveira

Vi ho già parlato del mio romanzo no? Oltre che della mia passione sconfinata per lo scrivere, tale che ho deciso di condividere con voi piccoli estratti del romanzo che spero vi daranno voglia di saperne di più e chissà magari leggerlo e comprarlo.

1976
Aimee Silveira. 17 anni e un caratterino che avrebbe incenerito chiunque avesse osato metterle i bastoni tra le ruote.
Ecco come, molto sinteticamente, poteva venir descritta da chiunque aveva avuto a che fare con lei. Non era nelle sue priorità essere simpatica, non aveva intenzione di esserlo. Ciò che davvero le interessava era poter vivere la vita che aveva sempre sognato e fare qualsiasi cosa per poterla raggiungere anche se questo poteva voler dire pestare i piedi e l’unica persona al mondo che era in grado di capirla era la sua migliore amica Didyme.
Erano le ragazze più belle che il San Juan Institute de Camporeal di Città del Messico avesse mai visto. Fisico da fotomodelle plasmato senza dubbio da una costante attività fisica, qualcosa di duro, ma allo stesso tempo elegante come la danza classica o magari la ginnastica artistica. Seppur erano due bellezze assai diverse.Doppelgänger
Aimee aveva la pelle color bronzo come se fosse costantemente abbronzata, mentre Didyme aveva la pelle candida come la neve. La prima portava capelli lunghi mossi di un castano chiaro con riflessi biondi, mentre l’altra li portava lunghi e lisci di un biondo che brillava alla luce del sole. I loro occhi erano profondi e pieni di quella decisione tipica di chi sa cosa vuole e ben consapevole della propria bellezza e posizione sociale seppur i primi scuri come la cioccolata fondente e gli altri azzurri come il ghiaccio.
Cioè che le contraddistingueva erano decisamente anche le forme e i loro tratti. Aimee era decisamente latina e morbida, con un seno ricco e un volto tondo, mentre Didyme era molto più spigolosa e nordica da renderla molto più vicina a una modella di un’importante casa di moda, che di una semplice liceale.
Tuttavia erano consce della loro bellezza e di quello che attraverso essa potevano ottenere, le classiche ragazze la cui popolarità e desiderio era uguale all’odio e invidia che riuscivano a catturare. Mostrandole, per scelte di status, molto più antipatiche e inavvicinabili di quanto in realtà potessero essere.
“Andiamo Di non dirmi che non ti mancano i colori e la vegetazione infinita del caro Chiapas?”

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