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Donne & Materie Scientifiche

Quando si parla di tecnologia o ingegneria non è immediatamente l’immagine di una donna che ci viene in mente. Eppure nel nostro Paese, in cui la disoccupazione supera l’11% e quella giovanile si assesta oltre il 44% per cento, queste sono competenze da cui non possiamo fare a meno come anche per quanto concerne la scienza e la matematica.

Solo un quinto dei laureati in materie scientifiche nei Paesi sviluppati è femmina, ecco perchè nasce #MakeWhatsNext, organizzato da Microsoft, proprio per incoraggiare le ragazze di oggi a costruire il loro domani in questa direzione.

La versione italiana di questo progetto è a cura di Roberta Cocco che con questo progetto è riuscita già a coinvolgere oltre 5.000 ragazze avvicinandole alle materie STEM (l’acronimo di Sciene, Technology, Engineering and Mathematichs).

Ma andiamo a conoscere alcune di queste donne che nel mondo ricoprono questi ruoli “maschili” (nella mentalità media) e lasciamoci ispirare dalle loro parole per avvicinarci ad apprezzare maggiormente queste materie considerate da sempre off-limits per le donne.

“Non sono tanto le donne ad aver bisogno della tecnologia quanto la tecnologia ad aver bisogno delle donne: ci vogliono idee e punti di vista diversi per progredire. Alle mie coetanee consiglio di mettersi alla prova nel ruolo di leader”.

“Nove impieghi su dieci oggi richiedono solide competenze digitali: qualunque giovane donna che si affaccia al mondo del lavoro deve saperlo. Le native digitali non devono illudersi che basta giocare con i social per vantare competenze informatiche: bisogna imparare a programmare, a diventare web designer o community manager. Alle ragazze consiglio di essere testarde, di non abbandonare un progetto finché non lo si è portato a termine.”.

“Abbiamo bisogno che il mondo della scienza e della tecnologia acquisisca anche un punto di vista femminile. Faccio un esempio: un team tutto maschile di ricerca ha testato gli airbag per una ditta di automobili solo su manichini dalle forme maschili, dimenticando che

le donne hanno proporzioni diverse. Se ci fosse stata anche una sola donna in squadra se ne sarebbe accorta. Del resto, ancora oggi sono l’unica donna di un team di ricerca tutto maschile. Un consiglio: non abbiate paura di alzare la mano e di fare domande, anche se pensate di passare per stupide”.

“La tecnologia è dominata dagli uomini. Durante le lezioni di scienze e matematica spesso mi sono sentita a disagio perchè le attenzioni degli insegnati andavano ai maschi. Per fortuna mi hanno incoraggiata i miei genitori: quando ho detto loro che volevo guidare il mondo, mi hanno detto “fallo!”.

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