Me, Myself & I

Dear Diary… November 2017

Cari Witchy,
un altro mese è volato e più veloce di quanto mi aspettassi l’autunno è già finito e se ottobre è stata una montagna russa di esperienza ed eventi, novembre con la sua inesorabile flemma mi ha totalmente messo KO anche se paradossalmente è stato molto più vuoto di eventi o qualsivoglia notizie.

Non ho mai provato grande interesse per l’autunno anche se quest’anno ho scoperto di soffermarmi di più sui suoi colori e su cosa questi mi emanino, devo dire che a livello di cuore e di emozioni mi sono sentita in un limbo di apparente calma ove in effetti non c’è stato nulla che mi ha scosso in modo negativo o positivo, ma che forse per il grigiore della giornate e l’uggiosità del carattere inevitabilmente a volte mi ha fatto navigare verso nubi scure attristendo un po’ il mio cuore.

Nell’ultimo anno sono cambiate così tante cose, anzi cosa dico, la mia vita per completo e non faccio altro che chiedermi se sarò in grado di andar avanti per questa strada, ma soprattutto se potrò e riuscirò a far di più di quanto finora ho costruito.

Dicembre è sempre più vicino e con lui la chiusura dell’anno, il momento di chiudere i conti, ma ancor peggio la consapevolezza di essere sempre più vicina al mio 30esimo compleanno, una tappa che non sono ancora pronta a raggiungere, ma che si avvicina inesorabilmente.

Non che un numero o un singolo giorno possa cambiare una persona o la vita, ma diventa un punto fisso, un nuovo giro di boa in cui si è consapevoli di ciò che è stata la strada percorsa fino a quel momento e ci si sofferma sulle occasioni perse, su quelle da cogliere e sul futuro che diventa sempre più corto, sempre meno ampio…

Novembre lo descrivo come un mese di aspettative, mi sento sulle spalle di averne tante non solo da parte del mondo esterno, ma anche del mio interiore… un mese in cui mi sono sentita sotto pressione e che nonostante ho tenuto il passo mi ha fatto temere ogni giorno di camminare sul filo di lana chiedendomi se ce l’avessi fatta ad arrivare alla meta. Ed alla fine ce la faccio, ci riesco sempre, ma questa vita da funambola indubbiamente lascia con il fiato sospeso più di una monotona, comune e banale. Non mi lamento però, non quando in parte ho deciso io di vivere i miei giorni così in pace con il mio essere diversa da tutti gli altri, capendo che la mia unicità non è male da estirpare, ma un bene da coltivare.

La foto di questo mese è indubbiamente un ritorno all’origine e alla semplicità. E’ stato un mutare lento quasi impercettibile che però mi ha fatto riscoprire l’orgoglio delle tradizioni ed il piacere di avere radici ben piantate. Ricordare cos’era bello per far vivere ancora i valori e le virtù d’un tempo… perchè gli oggetti e le persone passano, ma la bellezza della vita resta eterna…

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