Travel & Photography

Da Senj a Split in un solo respiro

Primi giorni Stinica, il pensiero di fuggire dalla mia realtà e lasciare tutti i problemi a casa, ma questi mi hanno in realtà inseguito fino a qui. Una vacanza nata già sotto una stella di profonda malinconia al pensiero che la metà con cui avrei dovuto vivere tutto questo era assente. Un viaggio di andata sotto un cielo grigio e tempestoso come il mio animo con le nuvole che buttavamo giù tutte le loro lacrime esattamente come me.

La nostra prima tappa, accompagnati da un vento burrascoso come il mio cuore, un vento che ha portato con sé altre sfide per chi, io, credeva di essere ormai distrutta e calpestata da mille e più rinunce, più di quanto un essere umano può sopportare in soli pochi mesi. Un infezione batterica ha atterrato mio padre con una febbre pericolosa fino a 40 gradi e tutto pesava su di me. Solo io potevo risolvere il tutto tra chiamate d’emergenza e ospedali fino a quando lo hanno portato fino a Rijeka perché tutto sembrava irrisolvibile, mentre già ci preparavamo a tornare a casa, mentre la mia bocca si riempiva di parole di preghiera che tutto andasse per il meglio. Mostrandomi fredda e impassibile per mio padre e mia madre in panico, mentre dentro urlavo e piangevo disperata. 

Mi sento come rinfrancata di una forza e una maturità completamente diversa, mi sono trovata al margine del mondo, impossibilitata a chiedere aiuto, senza una spalla che mi confortasse, capendo forse per la primissima volta e per davvero cosa vuol dire contare solo su sé stessi e dover essere in grado, per forza di cose, di affrontare qualsiasi cosa. Mi sento più consapevole di ciò che voglio e soprattutto di ciò che posso fare. 

Il tutto contornato da un luogo senza possibilità di connessione internet, senza inquinamento sonoro dove il silenzio diventa una dolce melodia di pensieri e speranza. Un luogo quasi dimenticato tra alberi e natura, un tuffo nell’entroterra poco distante dove il mondo sembra un posto perfetto. Nessuna influenza dovuta dai dogmi dei media, nessuna invidia o gara di popolarità per via dei social… Solo sconfinati spazi verdi con animali in libertà, bambini che giocano con la legna da ardere in inverno e adorabili anziani su carretti di legno o che portano le pecore al pascolo.

Qui il terrorismo e gli orrori del mondo appaiono lontanissimi. Impossibile che possano giungere fin qui dove, paradossalmente, i segni della guerra sono ancora presenti come i colpi di mitra che disegnano cerchietti su tutte le case e i palazzi.

Arrivati a Omis il tempo appena passato a Stinica e tutto quello che è successo sembrava già lontano miglia miglia. Considero i giorni di mare, sole e caldo passati qui come quelli veri e propri di vacanza in cui ci si dedica ai bagni al mare, alla tintarella e al godersi appieno attività ed escursioni. Un lento passare di giorni che senza rendermi conto ha portato me e la mia famiglia a riscoprirci e soprattutto a ricacciare lontano tutti i pensieri negativi e la nuvola scura che da casa ci aveva accompagnato. Questo non ha voluto dire dimenticare i problemi, ma solo vederli sotto una nuova luce che non è quella buia che accompagna il pensiero che tutto va male, quanto più quella che ti mostra che dopotutto c’è sempre una soluzione e che magari i sacrifici non sono così tragici se si fanno con la consapevolezza che le cose poi migliorano e che dopotutto le cose che più si amano si possono fare e non sono così impossibili.

Riscoprire la vera essenza di mia madre, quella che si era spenta da fine di giugno, è stato un dono dal cielo. La sua positività mi ha dato la forza per riscoprire la mia è credere maggiormente in me stessa.

Positività porta positività, negatività porta negatività e impotenza nell’affrontare qualsiasi cosa.

Più di una volta mi sono trovata a dire che la Croazia, la mia terra e seconda patria, ogni anno mi insegna qualcosa e quest’anno ha fatto l’impossibile mostrandomi una parte di me che nemmeno io conoscevo. Facendomi vedere che valgo di più e sono più forte di quanto io ho mai creduto di essere. Ho ricevuto una dose di autostima che nemmeno nei miei sogni più reconditi ho mai creduto di poter ricevere. 

Tutta la malinconia e tutti quei pensieri che mi avevano affollato la mente e con i quali ero partita si sono dissipati senza nemmeno che me ne rendessi conto. Quel vuoto che dentro credevo incolmabile si è riempito di nuovi propositi e una nuova consapevolezza su chi sono e chi voglio essere.

Sono una persona nuova priva di rancore, priva di sensi di colpa, priva di risentimento e desiderosa solo di andare avanti e tenere una mano tesa verso il domani e alle seconde possibilità.

Mi scuso se questo non è il diario di viaggio che pensavate di leggere, ma raccontarvi solo di quanto il mare fosse paradisiaco o di come i paesaggi erano da mozzare il fiato credevo sarebbe stato riduttivo in confronto invece a tutto ciò che questi giorni mi hanno fatto provare e mi hanno lasciato.

La Croazia è forse l’ultima parte di Eden rimasta al mondo dove i paesaggi sono ancora incontaminati e il verde si perde a vista d’occhio, dove di notte la luna illumina ancora il cielo solo con la sua luce, dove la gente è ospitale e fiduciosa verso il prossimo e dove la criminalità e gli orrori a cui siamo abituati sembrano appartenere a un altro mondo. Qui si respira la serenità di una vita semplice, meno moderna e tecnologica, ma più vera. 

“L’elettricità” dei luoghi che hanno dato i natali a Tesla, le testimonianze romaniche di Split, le meraviglie naturalistiche del Cetina, la voce del mare e il silenzio della città… I ricordi indimenticabili di questa estate. 

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