Moonlight's Creed (Original Series)

Cos’è Moonlight’s Creed?

Inauguriamo questa serie originale che andrà “in onda” (verrà pubblicata) ogni sabato e domenica. Una serie scritta da me e un fantastico gruppo di gioco formato da tutte ragazze piene di talento e creatività. In questa storia vedrete personaggi e storie conosciute come Assassins Creed e Sailor Moon, ma reinventate in chiave moderna e diversa da come li avete imparati a conoscere. Qui la mitologia greca avrà un ruolo fondamentale e l’intrecio delle trame creeranno una storia coerente, ma originale. Io e tutte le mie compagne di avventure ci auguriamo  di appassionarvi tanto da non voler perdere nemmeno una puntata, due ogni weekend, e di commentarle insieme a noi!

Il Cristallo d’Argento altro non era che un pezzo di suolo lunare, argilla che secoli prima della fondazione dell’Impero Galattico aveva visto il satellite colpito da una rara pioggia di meteoriti cristallizzando il suolo lunare in alcuni punti e rilasciando sul terreno minuscole, lisce ed ovali gemme dai colori vivi e brillanti. Il Padre Fondatore dell’Impero Galattico, che all’epoca era poco più di uno scoglio nel Sistema Solare, le trovò e con sua somma sorpresa queste una volta insieme si unirono dando vita ad un’unica, onnipotente entità chiamata Nemesi. Questa dispensatrice di giustizia irrogava gioia o dolore a secondo di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte.
L’entità prendeva forma di uno splendido Cristallo l’Argento lo stesso attraverso il quale Erebo diede vita all’Impero Galattico e alle 8 Colonie. Lui che era figlio di Etere, fratello dell’Oscurità e cugino di alcuni dei mali più grandi, era deciso a contrastare la sua famiglia per portare luce lì dove avrebbero portato oscurità.
Fu così che pianeti disabitati e privi di vita divennero improvvisamente imperi fiorenti fino a quanto addirittura l’Impero Galattico Lunare divenne il centro legislativo, esecutivo e giudiziario di tutto il Sistema.
Erebo si autoproclamò Imperatore e governò con giustizia e saggezza sempre guidato dal Cristallo, oggetto che ben presto venne preso di mira da pirati, mercenari, dittatori, e qualsiasi nemico che voleva entrare in possesso. Sempre però l’Impero Galattico e le 8 Colonie riuscirono a difenderlo anche grazie alla fondazione delle Guerriere, un gruppo di donne che rappresentanti dell’Impero e le Colonie dispensavano la giustizia del Cristallo in tutto il Sistema.
Questo avvenne per interi millenni facendo sì che il Cristallo d’Argento rimanesse sempre al sicuro tra le mani della famiglia reale, la stessa che lo fece disperdere sulla Terra nel momento dell’attacco più crudele.
La Regina del Caos era giunta per riscuotere ciò che suo cugino aveva creato millenni orsono e così la Luna e gli altri Pianeti tornarono le rocce che sempre erano state, distruggendo le civiltà e le culture che vi abitavano. Molti perirono, ma molti si salvarono trovando rifugio sulla Terra accompagnati dalle loro Guerriere che altro non erano se non le ultime discendenti delle nobiltà dei pianeti e dell’Impero stesso.

I rifugiati continuarono ad aver la stessa reverenza per loro come Guerriere e Nobili, soprattutto per Selene in quanto legittima loro Imperatrice. Per un periodo essi divennero anche figure centrali nella storia dell’umanità, quello che verrà conosciuto come mitologia. Questi superstiti che insieme alle Guerriere riuscirono a ricreare sulla Terra i loro usi e costumi che via via vennero soppiantati dallo sviluppo umano.
Fu allora che loro dovettero iniziare ad adeguarsi perdendosi pian piano nel tessuto di civiltà della Terra stessa. Le Guerriere dunque costrette a cambiare a loro volta avevano tentato di mantenere intatta la loro missione, trovando affinità in alcuni gruppi come gli Assassini e tenendo il Cristallo d’Argento al sicuro solo per scoprire successivamente quanto l’avidità umana lo rendesse impossibile.
Questo passò di mano in mano per secoli interi fino al 1758, quando entrato in possesso di Eris, capirono che mantenere Nemesi unita era impossibile. Separarla di nuovo in nuove gemme sarebbe stato straziante per lei, ma capirono insieme alla stessa che era l’unico modo per tenerla al sicuro. Quel mondo non era pronto al potere del Cristallo e così dopo millenni interi Nemesi tornò ad essere frammentate nelle sei gemme originarie che le diedero la vita e vennero sparse per il globo per poi essere riunite e date da conservare tutte quante alla Confraternita degli Assassini a Nanda Parbat. Luogo fuori dal tempo e dallo spazio cui ci si accedeva solo attraverso portali nascosti sul pianeta e creato proprio grazie al Cristallo d’Argento, da Selene, quale dono alla Confraternita da parte delle Guerriere come simbolo della loro alleanza. Lì dove una fonte miracoloso, nata dalle proprietà del Cristallo, donava vita eterna e guarigione da ogni male. Perfino la morte.
Solo una volta un manipolo di Templari, guidati da Haytham, riuscì a farvi breccia. Scopo era recuperare le gemme, ma fu una causa persa e nonostante tutti vennero massacrati lui e Shay non se ne andarono a mani vuote riuscendo a rubarne due borracce piene di acqua della fonte, motivo per cui ancora oggi sono in salute e vivi in quanto ne bevono una goccia ogni tot anni permettendosi così di sopravvivere e resistere.
La sicurezza di Nanda Parbat fu però aumentata e dall’ora impossibile fu per chiunque, compresi i Templari, ritrovare questo luogo.

Lei sei gemme erano rimaste al sicuro fino a che il ritorno di Eris aveva messo tutto in discussione. La loro nemica storica, chi credevano aver sconfitto è tornata al lato di Haytham aiutandolo nel suo compito con indizi e fornendogli piste, ma mai mostrandosi a lui. All’uomo che aveva capito di amare e che l’aveva data per morta ormai 259 anni fa.
Il suo però non era stato un nascondersi voluto, ormai il corpo che ospitava la sua essenza stava cedendo e l’incidente accadutole nel 1758 l’aveva tenuta in coma per quasi cento anni nei quali aveva riunito le ultime forze rimastagli per rigenerarsi e riprendersi, nelle quali però la coscienza di Eris era riemersa facendole rivivere la sua discesa all’Inferno.
Semplice popolana di Nettuno era giunta sulla Luna in cerca di fortuna e l’aveva trovata lavorando come dama niente di meno che alla Residenza Reale della Famiglia Imperiale, lì era divenuta amica di Selene che le aveva giurato amicizia e lealtà e poi l’aveva tradita preferendo sua sorella, cattiva e meschina, a lei nel ruolo di Dama dell’Imperatrice.
Nella scelta di tornare a casa si era imbattuta nelle selezioni per il nuovo gruppo che si sarebbe dovuto formare di Guerriere e grazie all’amicizia con la Marchesa Athena di Mercurio insieme si erano allenate per presentarsi alle audizioni. Lei le aveva dato appoggio incitandola a non fermarsi al suo aspetto fisico o alle sue obbligazioni e di provarci e alla fine le aveva superate, togliendo quella possibilità a lei.
Il viaggio era proseguito e aveva fatto la conoscenza della focosa Duchessa Ares di Marte. Prepotente e piena di sè convinta di essere la migliore. Lei la conosceva molto bene. Suo padre donnaiolo e arrogante anni prima aveva messo incinta sua madre, una povera giovane di Nettuno che aveva trovato lavoro come governate presso la residenza dei Duchi di Marte. Un’amante innamorata abbandonata alla notizia che aspettava un figlio. Eris dunque avrebbe dovuto sentirsi fortunata di aver ritrovato sua sorella, ma non lo era. La odiava perhè lei aveva tutto ciò che spettava anche a lei di diritto. La odiò ancor di più quando, cercando di far colpo sugli allenatori dell’Accademia delle Guerriere per convincerli ad ammetterla seppur le selezioni erano finite, la incontrò e questa si prese il merito di qualcosa che LEI aveva fatto.

Tutto iniziò ad andare di male in peggio quando giunta su Giove si imbatté nella Marchesa Nike ed il suo finto senso di giustizia. Era stata una casualità il loro incontro avvenuto nel pieno di un aggressione. Lei si era trovata nel posto sbagliato e al momento sbagliato e la vittima della stessa aveva indicato lei come responsabile del tutto venendo così condannata da Nike a una solitudine perpetua nelle profondità oscure del pianeta, senza darle nemmeno la possibilità di essere ascoltata.
La sua sventura toccò l’apice quando in un attimo di misericordia ed onestà dopo qualche anno le venne riconosciuta la libertà e riprese il suo viaggio, ormai aveva abbandonato ogni proposito di divenire Guerriere e desiderava solo tornare a casa. Nella sua tappa su Venere venne a conoscenza dell’evento di cui tutti parlavano: il matrimonio tra la Duchessa Aphrodite e il deforme Efesto. Si diceva che la madre della giovane, piena di debiti e decisa a non perdere il suo status aveva venduto la figlia ad un’asta in cui chi avrebbe pagato di più l’avrebbe sposata, costringendo la figlia a rinunciare al promesso di cui era innamorata.
Il desiderio dunque di Aphrodite di divenire una Guerriera era il capriccio ideale per fuggire da quella situazione, sì perchè a lei non interessavano ideali o chissà altro. Voleva di nuovo la sua libertà. Questo Eris lo aveva scoperto incontrandola per caso e lei stessa glielo aveva confidato. Si era lasciata abbindolare anche da lei, ma poteva evitarlo? Le aveva raccontato che il suo amato era rinchiuso nella fucina di Efesto e temeva per la sua sorte, ma nessuno voleva aiutarla ed Eris sapendo cosa volesse dire l’aiutò.
Quello che Eris non poteva immaginare era di essere stata ingannata. Aphrodite sapeva benissimo che il numero di persone che entrano nella fucina di Efesto deve essere lo stesso di quelle che ne escono. Dunque entrata con Eris, ma uscita con il suo amato, aveva costretto la giovane donna, a cui aveva chiesto aiuto, a rimanere lì. Eris venne rese schiava da Efesto e finì i suoi giorni ai lavori forzati e tra atroci sofferenze.
La triste esistenza di Eris di Nettuno si concluse, ma quella della Regina del Caos iniziò. Quel corpo ormai privato di speranza, amore e fiducia era l’ideale in cui risiedere e una volta di nuovo viva l’entità uccise Efesto, uccise tutti e si liberò.
Nel periodo di coma quei ricordi che non le appartenevano, ma sentiva suoi, le avevano acceso un odio profondo nei confronti delle Guerriere, perchè ora ne capiva la falsità. Loro condannavano lei e la sua stirpe, ma loro discendenti del suo antico cugino Etere non erano meglio. La luce non era migliore dell’oscurità, semplicemente era solo più appariscente.

Era stata dunque Eris a richiamare Nemesi e lo aveva fatto in quegli anni scatenando sulla Terra ingiustizie di ogni genere, un’esca a cui finalmente abboccò portandola a fuggire dai suoi custodi… questo aveva permesso alle gemme di tornare in libertà, ancora separate e disperse sul globo, ma quanto meno accessibili per recuperarle.
Ormai la sua luce si stava spegnendo, ma lei non era pronta a tornare un’entità di pura energia in cerca dell’ennesimo ospite. Voleva tenersi quel corpo che aveva imparato ad amare e che cosa più importante era amato.
Ritrovare il Cristallo d’Argento voleva dire finalmente avere una vita vera, far cessare l’impero della luce e con Haytham crearne uno nuovo.
In quel periodo le cose non andavano molto bene, Selene aveva iniziato a fare sogni e a percepire una strana energia. Aveva ereditato una certa qualità sensitiva dalla madre e dunque ormai era certa del ritorno di Eris che sentiva sempre più vicino, quanto nello stesso modo la frustrazione di Haytham era tangibile.

Shay si stava mostrando inaffidabile perchè nel suo lungo periodo di missione non aveva riportato ancora nessuna notizia interessante sulle Guerriere e su come poter ritrovare Nanda Parbat, per poter così recuperare le gemme. A questo si dovevano aggiungere i dubbi di Ares che nell’ultimo periodo aveva intravisto atteggiamenti strani nel “suo Kevin” oltre che la scoperta di una macchia di sangue su una sua t-shirt a cui non seppe mai dare una risposta… Ormai il caro Cormack era alle strette ed il fatto che Dorian lo aveva scoperto ne era prova. La notizia era già arrivata alle orecchie di Auditore e la sua scelta di tenere l’informazione per loro senza condividerla con le Guerriere era la ciliegina sulla torta…
Fu allora che tutti: Assassini, Templari e Guerriere scoprirono la sorprendente verità: le sei gemme erano di nuovo libere.
La caccia era aperta!

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