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Che cos’è l’Interstellar?

Se una volta per gli uomini il limite era il cielo, dal 1950, con la corsa allo spazio, l’obbiettivo ultimo d’esplorazione divenne l’infinito cosmo.
I motivi che spinsero gli umani verso gli astri, sono antichi e radicati nella nostra cultura.

Abbiamo sempre percepito infatti,un’irrefrenabile passione per l’ignoto, quel brivido di eccitazione e paura che spinge alla scoperta e l’idea di infinite possibilità alla nostra portata, subito oltre l’atmosfera terrestre, era troppo intrigante per non essere accolta.

Fu così che iniziarono le prime teorie sui viaggi spaziali, come quelle pubblicate nel 1903 da Konstantin Tsiolkovsky, che espose le sue idee nel saggio: “L’esplorazione dello Spazio Cosmico per mezzo di motori a reazione” e che influenzò il lavoro di grandi ricercatori e inventori portandoci là, dove nessuno credeva di poter andare.

I progressi scientifici dell’aeronautica spaziale nella seconda metà del XX secolo, furono così rapidi e significativi da portare, nel 1957, alla spedizione del primo essere vivente, in questo caso una cagnetta di nome Laika, oltre l’atmosfera terrestre.

Da lì, gli astronauti compirono enormi passi avanti, infatti nel 1961 Jurj Gagarin fu il primo uomo nello spazio, a cui seguì, solo due anni dopo, Valentina Vladimirovna Tereskova la prima donna a immergersi fra le stelle.

I miglioramenti aeronautici e ingegneristici crebbero ancora più rapidamente, e nel 1965 Aleksej Archipovi Leonov, poté essere il primo a vivere un’esperienza extraveicolare (EVA) fluttuando oltre l’atmosfera terrestre in un oceano infinito di astri in totale sicurezza.

Come tutti sappiamo, solo quattro anni dopo, nel 1969, l’umanità assistette allo sbarco sulla Luna da parte dell’astronauta Neil Armstrong che fu il primo a mettere piede sul suolo del nostro amato satellite.

Ottenute queste enormi conquiste, l’umanità non vuole certo fermarsi, e mentre ricercatori, ingegneri e astronauti si preparano a spingersi oltre i confini lunari, il reso del mondo sogna già questo futuro, e brillanti menti creative ci mostrano teorie affascinanti sui viaggi interstellari.

Dalle gondole di curvatura di “Star Trek”, all’energia oscura della “Navetta Planet Express”, passando per l’iperspazio di “Star Wars” e al motore di improbabilità infinita di “Guida Galattica agli Autostoppisti“, sono state infinite le teorie che permetterebbero i viaggi nello spazio senza dover badare alle distanze e al tempo fisico per percorrerle.

Nella realtà, sono ormai anni che si studia un modo efficace per mandare gli astronauti su Marte, fra le varie scoperte, la più discussa è indubbiamente quella riguardante il motore EmDrive.

I ricercatori degli Eagleworks Laboratories (Nasa Johnson Space Center) avrebbero testato con successo in condizioni di vuoto questo sistema di propulsione innovativo che non richiede carburante, ma solo elettricità.
Ad alimentarlo sarebbero infatti le onde elettromagnetiche prodotte in un serbatoio a campana cavo, che, rimbalzando da una parte all’altra della cavità,farebbero assumere alle microonde una configurazione tale grazie alla quale si genererebbe una spinta poderosa, in teoria sufficiente a coprire la distanza Terra-Marte in appena 70 giorni.

Se fosse vero, basterebbe fornire qualsiasi navicella di un sistema di produzione energetica, come per esempio una a panelli solari, per generare una spinta costante senza bisogno di costosi e pesanti razzi.

Questo nuovo metodo di propulsione però ha scatenato enormi critiche nell’ambiente aerospaziale, in quanto, L’EmDrive contraddirebbe una delle legge fondamentali della fisica newtoniana, quella della conservazione della quantità di moto, secondo la quale: la quantità di moto in un sistema isolato è costante nel tempo. Contraddirla vorrebbe dire, per fare un esempio pratico molto semplice, immaginare di far partire un’auto semplicemente sedendovici sopra, senza generare alcuna spinta che avvii il moto.
Per questo motivo il propulsore EmDrive è ancora sottoposto a test che ne affermino, o ne smentiscano, definitivamente le potenzialità.

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