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Ambiente e sostenibilità: cosa ci attende?

Gli italiani, per quanto può sembrare incredibile, credono nell’economia verde per salvare il pianeta ed è questa la strada da seguire perchè di questo passo nel 2050 ci servirebbero 3 Terre!

Il 58% degli italiani sa che cos’è l’economia verde e la ritiene un fattore trainante per lo sviluppo del paese, basti pensare che dal 2014 al 2016 ogni anno si ha avuto un nuovo record globale di caldo e l’estate 2017 è stata la seconda più bollente dal 1800 in Italia.




Prendere dunque coscienza di tali problematiche è il primo passo per impegnarsi in prima persona a risolverle, perchè se non si fa più presto inversione di rotta si potrebbe arrivare ad un punto di non ritorno.

Nonostante il 50% del taglio delle emissioni di gas serra necessario entro il 2030, negli ultimi tre anni le stesse sono tornate a crescere per responsabilità soprattutto della Cina.

Ciò che si prospetta di fronte a noi è la sesta grande estinzione di massa, questo valutando il cammino dal 1992 al 2017 che il nostro pianeta ha affrontato.

Il primo passo da compiere sarebbe iniziare nel nostro piccolo a portare al 100% alcuni semplici, ma importanti gesti come:
fare la raccolta differenziata (attualmente al 76%)
diminuire i consumi elettrici (attualmente al 57%)
usare meno riscaldamento ed aria condizionata (attualmente al 51%)
fare meno scorte alimentari (attualmente al 50%)




Ci sono tanti altri passi da fare e problematiche da prendere in considerazione come il rilanciare le energie rinnovabili e sul fronte degli sprechi e dei rifiuti dobbiamo passare da un modello lineare ad uno circolare di economia. Non solo infatti siamo distanti dalle quote richieste, ma lo sforzo si vanifica quando non si aprono gli sbocchi di mercato come dovrebbero aprirsi soprattutto per la plastica e la carta.
Nella mobilità urbana si chiede un cambio di direzione fino ad avanzare la proposta, coraggiosa e forse anche ardita, di un divieto di immatricolazione per le auto a benzina e diesel al 2030.
Per un’agricoltura più sostenibile e di qualità bisognerà fare i conti con i danni da siccità e le alluvioni e con il restringimento della superficie agricola totale, diminuita negli ultimi vent’anni del 24 %.
Un altro problema è la dispersione delle acque in una rete di distribuzione colabrodo che nel 2015 ha perso ben il 38,2 % dell’acqua potabile.

Solo prendendo coscienza di tutti questi punti, normali cittadini e governi, possiamo davvero sperare di cambiare le cose.

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